Visto per Investitori
I visti per investitori sono stati introdotti dall’art. 1, c. 148 della legge di bilancio 2017, la quale, con lo scopo di attrarre investitori stranieri in Italia, ha inserito l’art. 26-bis nel Testo Unico sull’immigrazione.
Si tratta di una fattispecie di visti che costituiscono prerogativa di cittadini stranieri con importanti risorse economiche, in grado di effettuare investimenti o donazioni filantropiche in Italia di valore elevato.
I visti per investitori consentono di soggiornare in Italia per periodi superiori a 3 mesi, al di fuori dei limiti previsti dalle quote d’ingresso, e sono rilasciati allo straniero che intenda effettuare in Italia:
- un investimento di almeno 2 milioni di euro in titoli emessi dal Governo italiano, i quali devono essere mantenuti per almeno 2 anni.
Si tratta dei titoli di Stato emessi periodicamente sul mercato, quali Buoni Ordinari del Tesoro (BOT), Certificati di Credito del Tesoro (CCT), Certificati del Tesoro Zero Coupon (CCT), Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) e Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati (BTP€i).
- un investimento di almeno 1 milione di euro, successivamente ridotto a 500.000 euro, in strumenti rappresentativi del capitale di una società costituita e operante in Italia, mantenuto per almeno 2 anni, oppure di 500.000 euro, successivamente ridotto a 250.000 euro, nel caso che la società in cui lo straniero investa sia una start-up innovativa. A dimezzare gli importi è intervenuto il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, con l’art. 38, comma 10.

Si ritiene che lo straniero possa investire non soltanto in azioni o quote societarie, ma più in generale in tutti quegli strumenti finanziari che non garantiscono una restituzione di capitale e/o una remunerazione fissa e certa. Come visto, deve trattarsi di una società costituita e operante in Italia. Restano pertanto escluse le società italiane che operano prevalentemente all’estero, come le società straniere aventi filiale in Italia.
- una donazione a carattere filantropico di almeno 1 milione di euro a sostegno di un prodotto di pubblico interesse, nei settori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici.
La formulazione eccessivamente generica della norma, che non contempla alcuna indicazione utile di natura qualificatoria sul concetto di “pubblico interesse” ne rende allo stato problematica l’operatività.
Visto per investimenti stranieri
Requisito del visto per investitori è ottenere il nulla osta, il quale è rilasciato da un apposito comitato creato ad hoc per questo tipo di procedura, ossia il comitato Investor Visa for Italy (IV4I).
Il 16 novembre 2017 è stato approvato dal Ministero dello sviluppo economico, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dal Ministero dell’interno il manuale operativo Investor Visa for Italy ed il 16 dicembre successivo è stata aperta la piattaforma web attraverso la quale presentare le richieste di nulla osta.
Affinché possa essere rilasciato il nulla osta sono necessarie le seguenti condizioni:
- che lo straniero sia titolare e beneficiario effettivo degli importi corrispondenti agli investimenti o donazioni, importo che deve essere in ciascun caso disponibile e trasferibile in Italia;
- che lo straniero possieda risorse sufficienti, in aggiunta rispetto ai fondi di cui al punto precedente, e in misura almeno superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, affinché sia ritenuto completamente autosufficiente durante il suo soggiorno in Italia.
Il richiedente deve innanzitutto compilare i formulari e allegare la documentazione che segue:
- copia del passaporto o documento equipollente in corso di validità con scadenza superiore di almeno 3 mesi a quella del visto richiesto;
- documentazione con cui egli dimostra di essere titolare e beneficiario effettivo degli importi da destinare all’investimento o alla donazione filantropica, e che tali importi siano effettivamente disponibili e trasferibili in Italia;
- certificazione di provenienza lecita dei predetti fondi;
- dichiarazione scritta con la quale il predetto si impegna a utilizzare le proprie risorse per effettuare un investimento o una donazione filantropica entro 3 mesi dalla data di ingresso in Italia. La dichiarazione dovrà contenere una descrizione dettagliata delle caratteristiche e dei destinatari dell’investimento o donazione.

La documentazione richiesta per il rilascio del visto deve essere inviata mediante la piattaforma web sopra indicata.
Il Comitato ha 30 giorni di tempo per valutare la domanda e comunicarne l’esito. Si ricorda che ai sensi dell’art. 26-bis, comma 3-ter, del Testo Unico sull’immigrazione, introdotto dal decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, con l’articolo 40-quater, di cui alla legge di conversione n. 120/2020, “Il rilascio del nulla osta ai sensi del comma 3-bis reca l’attestazione dell’avvenuta verifica della condizione di reciprocità di cui all’articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile”.
Inoltre, ai sensi del comma 3-bis, introdotto anch’esso dal su indicato decreto legge, “Qualora la richiesta del nulla osta di cui al comma 3 sia presentata dal legale rappresentante della persona giuridica straniera, l’autorità amministrativa, individuata con il decreto di cui al comma 2, richiede al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale la preliminare verifica sulla sussistenza della condizione di reciprocità di cui all’articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile”.
Il Comitato istituito, all’esito di una valutazione positiva della documentazione ricevuta, “trasmette il nulla osta alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per territorio che, compiuti gli accertamenti di rito, rilascia il visto di ingresso per investitori con l’espressa indicazione “visto investitori” (comma 3).
Rilasciato il nulla osta visto per investitori, lo straniero dispone di 6 mesi di tempo per presentare la domanda di visto presso l’autorità consolato/ambasciata competente secondo il luogo di residenza.
Il visto per investitori ha durata di 2 anni e può essere usato per fare ingresso in Italia entro 2 anni dal suo rilascio.
Una volta entrato in Italia, come di regola, lo straniero deve richiedere entro 8 giorni il permesso di soggiorno per investitori presso la Questura competente. Il permesso ha durata di 2 anni e viene rilasciato solo dopo che lo straniero ha comprovato di aver eseguito l’investimento o la donazione entro 3 mesi dalla data di ingresso tramite caricamento della documentazione nel suddetto portale governativo.
Il permesso di soggiorno per investitori può essere rinnovato per altri 3 anni nel caso di mantenimento dell’investimento o donazione, a seguito del rilascio di un nuovo nulla osta da parte del Comitato IV4I. Laddove vengano meno i requisiti, detto permesso di soggiorno può essere convertito in un altro permesso di soggiorno del quale ricorrano i requisiti di legge.
Il possesso del permesso di soggiorno per investitori per almeno 5 anni costituisce titolo per richiedere il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE, ai sensi dell’art. 9 del Testo Unico sull’immigrazione.
Boschetti Studio Legale ha esperienza consolidata in materia di visti per investitori e può prestare consulenza giuridica in favore di qualsiasi straniero intenda fare ingresso in Italia per effettuare investimenti in titoli di stato o strumenti rappresentativi di capitale di società italiane, o, infine, donazioni di carattere filantropico, nel rispetto delle condizioni sopra descritte.
Scenari tipici / Casi studio
Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.
Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato
Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.
Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni
Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.
Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura
Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.
Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato
Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.
Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech
Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.
Investitore americano: da New York a una villa in Toscana
Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.
Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia
Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.
Imprenditore britannico: apertura attività a Milano
Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.
Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia
Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.
Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax
Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.
Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea
Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.
Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU
SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.
Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano
Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.
Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia
Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.
Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può aiutarti a ottenere il visto per investitori

Lo Studio Legale Internazionale Boschetti presta assistenza qualificata ai cittadini stranieri che intendono richiedere il visto per investitori in Italia, garantendo una prestazione di livello nel rispetto di tutti i requisiti normativi e procedurali.
Ti seguiamo in ogni fase: dalla valutazione dei requisiti alla preparazione della documentazione, dal contatto con le autorità al supporto dopo il rilascio del visto. Con noi riduci i rischi di subire provvedimenti di diniego del visto per investitori e, inoltre, ci adoperiamo per accelerare i tempi del procedimento amministrativo.
Il nostro supporto, in particolare, comprende:
- Valutazione preliminare del caso specifico: analizziamo nel dettaglio la situazione personale ed economica del cliente, al fine di individuare la soluzione di investimento più idonea.
- Predisposizione e verifica della documentazione: sulla base dei requisiti di legge, individuiamo i documenti necessari per ottenere il rilascio del nulla osta e del visto.
- Interazione diretta con le autorità competenti: rappresentiamo i tuoi interessi dinanzi alle rappresentanze consolari e ci impegniamo per accelerare i tempi della procedura.
- Assistenza post-rilascio: dal permesso di soggiorno alla gestione di eventuali estensioni per i familiari, ci occupiamo del cliente fino alla sua stabilizzazione nel territorio nazionale.
Grazie a una consolidata esperienza nel diritto dell’immigrazione, con focus su imprese e investitori, aziende e persone fisiche, lo Studio assicura un accompagnamento completo e affidabile lungo tutto il percorso, per arrivare al risultato senza cattive sorprese.
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solo su prenotazione
Giorno: Lunedì – Venerdì
Orari: 9.00-13.00 / 16.00-20.00
La provenienza dei fondi si dimostra con documentazione bancaria che certifichi la titolarità e la tracciabilità del capitale: estratti conto degli ultimi 12-24 mesi, certificazioni bancarie, documentazione fiscale del paese di origine, atti di vendita immobiliare o contratti di cessione se i fondi derivano da operazioni specifiche.
Per il visto investitori italiano (minimo 500.000 euro in società o 250.000 euro in startup innovativa), la documentazione deve essere tradotta, legalizzata e verificabile. Le autorità controllano che i fondi non provengano da attività illecite tramite le procedure antiriciclaggio.
No, l’acquisto di un immobile in Italia non dà automaticamente diritto al permesso di soggiorno. Lo straniero extracomunitario può acquistare liberamente, ma per risiedere in Italia serve un titolo di soggiorno autonomo: residenza elettiva, visto investitori, lavoro o altro motivo previsto dalla legge.
L’immobile di proprietà è però un requisito utile per diverse tipologie di permesso, in particolare per la residenza elettiva. Dimostra il radicamento nel territorio e soddisfa il requisito dell’alloggio. L’acquisto va quindi inserito in una strategia migratoria complessiva.
Lo straniero paga le stesse imposte di un cittadino italiano: imposta di registro al 2% (prima casa) o 9% (seconda casa) sul valore catastale se acquista da privato, IVA al 4% o 10% se acquista da costruttore. Si aggiungono imposta ipotecaria e catastale (200 euro ciascuna per prima casa).
L’agevolazione prima casa è accessibile anche allo straniero, a condizione che stabilisca la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Il regime fiscale per neo-residenti o impatriati può offrire ulteriori vantaggi sull’imposizione dei redditi esteri.
Non esiste un importo minimo fissato per legge. Il consolato valuta caso per caso la capacità del richiedente di mantenersi senza lavorare in Italia. Nella prassi, un reddito annuo da fonti passive (pensione, rendite, dividendi) di almeno 31.000 euro per il richiedente singolo è considerato sufficiente, con incremento per familiari a carico.
La residenza elettiva è destinata a chi intende trasferirsi in Italia senza svolgere attività lavorativa. L’immobile di proprietà o un contratto di affitto a lungo termine rafforzano la domanda. La dimostrazione delle fonti di reddito passive è il requisito centrale.
L’ufficio di rappresentanza non svolge attività commerciale in Italia: promuove, raccoglie informazioni e cura i rapporti con clienti e fornitori senza concludere contratti. Non configurando stabile organizzazione, non genera reddito imponibile in Italia e non è soggetto a IRES né a IVA sulle operazioni.
I vantaggi: presenza fisica nel mercato italiano senza imposizione fiscale diretta, costi di avviamento contenuti, nessun obbligo di bilancio autonomo. Gli obblighi: iscrizione al REA della Camera di Commercio, tenuta dei registri contabili per le spese sostenute, dichiarazione dei sostituti d’imposta per eventuali dipendenti.
I fondatori stranieri di startup innovative possono beneficiare della detrazione IRPEF del 30% (fino al 50% in alcuni casi) sugli investimenti nel capitale della società, del regime di vantaggio fiscale per neo-residenti e dell’esenzione dal pagamento dei diritti camerali e bolli per i primi 5 anni.
La startup deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese e rispettare i requisiti della normativa (D.L. 179/2012): fatturato annuo sotto i 5 milioni, oggetto sociale innovativo, spese in R&D almeno il 15% del fatturato. Il visto per startup innovativa richiede un investimento minimo di 50.000 euro.