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Lavoro Internazionale

Come richiedere la Carta Blu UE

La Carta Blu UE rappresenta uno strumento fondamentale per l’ingresso di lavoratori stranieri altamente qualificati che desiderano stabilirsi e contribuire al mercato del lavoro europeo, inclusa l’Italia. Questa iniziativa mira a facilitare l’attrazione di talenti da paesi non membri dell’Unione Europea, offrendo un percorso chiaro e strutturato per il loro soggiorno e la loro attività professionale.

Comprendere le specificità di questo permesso di soggiorno è essenziale sia per i professionisti che aspirano a questa opportunità, sia per le aziende che intendono assumere lavoratori extracomunitari altamente specializzati. Con l’ampia conoscenza del diritto dell’immigrazione e un’esperienza sul campo quasi ventennale, Boschetti Studio Legale presta una consulenza su misura e un supporto completo per l’ottenimento della carta blu per immigrati e del conseguente permesso di soggiorno per titolari di carta blu UE.

Carta Blu UE: l’ingresso di lavoratori stranieri altamente qualificati

La Carta Blu UE per stranieri, prevista dall’art. 27-quater del Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico sull’Immigrazione), è specificamente progettata per accogliere professionisti che possiedono una qualifica professionale superiore o comprovata esperienza in settori specifici. Il dettato normativo si riferisce ai “lavoratori stranieri altamente qualificati, che intendono svolgere prestazioni lavorative retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di un’altra persona fisica o giuridica e che sono alternativamente in possesso”.

Entrando nello specifico, sono considerati “altamente qualificati” i lavoratori in possesso, alternativamente:

  • di un titolo di istruzione superiore di livello terziario, rilasciato dall’autorità competente del Paese in cui è stato conseguito, che dimostri il completamento di un percorso accademico post-secondario della durata minima di tre anni, oppure di una qualifica professionale di pari livello, anch’essa almeno triennale, o che equivalga almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni istituito con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dell’8 gennaio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2018;
  • dei requisiti stabiliti dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, qualora si tratti dell’esercizio di professioni regolamentate;
  • di una qualifica professionale superiore, comprovata da un’esperienza lavorativa di almeno cinque anni in ambiti equivalenti a quelli dei titoli di istruzione terziaria, rilevante per la professione o il settore indicato nel contratto di lavoro o nell’offerta vincolante;
  • di una qualifica professionale superiore, fondata su almeno tre anni di esperienza pertinente maturata nei sette anni antecedenti la domanda di Carta blu UE, nei casi riguardanti dirigenti e specialisti operanti nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, identificati con i codici ISCO-08 n. 133 e n. 25.

Un aspetto particolarmente vantaggioso del permesso di soggiorno per titolari di carta blu UE è che vi si accede fuori dai limiti delle quote stabilite con i decreti flussi annuali. Quindi la domanda di visto, che inaugura la procedura, non è soggetta alle restrizioni numeriche che normalmente regolano l’ingresso dei lavoratori stranieri.

Inoltre, è da evidenziare una condizione di privilegio per quanto riguarda il ricongiungimento familiare. Il titolare di Carta blu UE, infatti, ha diritto al ricongiungimento familiare senza vincoli legati alla durata del proprio permesso di soggiorno, secondo quanto stabilito dall’articolo 29 T.U.I. Ai familiari viene rilasciato un permesso per motivi familiari, con validità pari a quella della Carta blu del titolare. Questo tipo di permesso può essere convertito, se ricorrono i requisiti, in un permesso per lavoro subordinato, autonomo o per studio. Quando le condizioni per il ricongiungimento sono soddisfatte e le domande sono presentate insieme, il rilascio del permesso per il familiare avviene contestualmente a quello della Carta blu UE.

Infine, un cittadino extra U.E. in possesso di Carta Blu rilasciata da altro Stato membro che faccia ingresso in Italia può richiedere una Carta Blu UE anche nel nostro Paese, beneficiando di un percorso facilitato e senza necessità di visto d’ingresso. Più precisamente, i titolari di una Carta blu UE rilasciata da un altro Stato membro possono entrare e soggiornare in Italia per svolgere attività professionale fino a 90 giorni ogni 180, senza dover richiedere un nuovo visto. Dopo almeno 12 mesi di soggiorno legale nello Stato membro che ha rilasciato la Carta blu, è possibile trasferirsi in Italia per un periodo più lungo e continuare l’attività lavorativa altamente qualificata, previa richiesta di nulla osta. Questo termine si riduce a sei mesi se il lavoratore si è già trasferito in un secondo Stato membro prima di arrivare in Italia.

Procedura per la richiesta della Carta Blu UE

La procedura per la richiesta della Carta Blu UE ha inizio con la presentazione della domanda di nulla osta da parte del datore di lavoro presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente. Questa fase è cruciale e richiede la documentazione necessaria, inclusa la prova delle qualifiche professionali del lavoratore, un’offerta di lavoro vincolante e un’indicazione della retribuzione annua lorda che deve essere superiore a un determinato minimo stabilito. 

Pertanto, al momento della presentazione dell’istanza, pena il suo rigetto, il datore di lavoro è tenuto ad allegare:

  • una proposta o offerta di lavoro vincolante della durata minima di sei mesi per un impiego che richieda uno dei requisiti di alta qualificazione previsti;
  • la documentazione attestante il titolo di studio o la qualifica professionale dello straniero;
  • l’indicazione della retribuzione annuale, che deve rispettare quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e, in ogni caso, non essere inferiore alla media lorda annuale ISTAT.

Lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia il nulla osta al lavoro entro un termine massimo di novanta giorni dalla data di presentazione della domanda, oppure, entro lo stesso termine, notifica l’eventuale rigetto al datore di lavoro. L’assistenza di uno studio legale internazionale specializzato può essere determinante per garantire il rispetto dei termini di legge, ovvero per intraprendere iniziative legali nel caso che detti termini vengano violati.

Una volta ottenuto il nulla osta, il passo successivo è la richiesta del visto d’ingresso da parte del lavoratore presso le autorità consolari nel proprio paese d’origine. Una volta in Italia, il lavoratore potrà quindi sottoscrivere il contratto davanti lo Sportello Unico dell’Immigrazione, e richiedere, come ultimo passo, il permesso di soggiorno per titolari di carta blu UE.

Diniego del nulla osta o del rilascio della Carta Blu UE

Può accadere che il nulla osta al lavoro venga negato, oppure revocato se già concesso. Ciò accade specificamente nei casi in cui i documenti presentati risultino ottenuti con frode, falsificati o contraffatti. La revoca è prevista anche se il contratto di soggiorno, firmato secondo le modalità previste, non viene trasmesso allo Sportello Unico per l’Immigrazione entro i termini stabiliti, a meno che il ritardo non sia giustificato da cause di forza maggiore.

Il nulla osta al lavoro viene inoltre negato se il datore di lavoro, nei cinque anni precedenti, ha riportato una condanna, anche non definitiva o con patteggiamento, per reati legati all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione o dei minori, all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro o per gravi reati indicati nel Testo unico sull’immigrazione.

L’art. 27-quater T.U.I. prevede anche che il permesso di soggiorno per titolari di Carta blu UE può essere negato, non rinnovato o revocato se ottenuto con mezzi fraudolenti o tramite documenti falsi, oppure se lo straniero non rispetta più le condizioni di ingresso e soggiorno previste, o utilizza il permesso per scopi diversi da quelli autorizzati.

Ipotesi specifiche di revoca sono quelle che attengono all’assenza di un contratto valido per un impiego altamente qualificato, o se vengono meno i requisiti professionali richiesti, o se non sono rispettate le condizioni relative al soggiorno.

Anche la mancanza di mezzi economici sufficienti per il proprio sostentamento (e, se del caso, quello della famiglia) può comportare il ritiro del permesso, fatta eccezione per i periodi di disoccupazione. In ogni caso, eventuali decisioni tengono conto delle circostanze individuali e devono rispettare il principio di proporzionalità.

Il datore di lavoro che riceve un diniego o una revoca del nulla osta, così come lo straniero che si vede notificare il rigetto dell’istanza di visto o del permesso di soggiorno per titolari di Carta Blu UE, possono contare sul supporto del nostro Studio Legale Internazionale. Il primo step dell’incarico è la valutazione approfondita circa la eventuale illegittimità del provvedimento. Laddove dovessimo rilevare un eccesso di potere o l’infrazione delle norme di legge, da parte dell’Autorità Amministrativa, consigliamo di presentare ricorso avverso il diniego o la revoca del nulla osta o del permesso di soggiorno per titolari di Carta Blu UE.

Scenari tipici / Casi studio

Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.

Relocation

Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato

Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.

Pratica conclusa in circa 3 mesi senza richieste integrative
Lavoro

Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni

Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.

Nulla osta rilasciato in 7 giorni dalla presentazione della richiesta
Real Estate

Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura

Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.

Compravendita conclusa in un mese, gestita interamente a distanza
Relocation

Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato

Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.

Illegittimità del diniego accertata: motivazione carente su risorse superiori ai requisiti
Lavoro

Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech

Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.

Operativo a Milano in poche settimane, zero richieste integrative
Business

Investitore americano: da New York a una villa in Toscana

Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.

Relocation completa dalla due diligence immobiliare alle chiavi di casa
Retirement

Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia

Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.

Flat tax 7% attivata, criticità catastali risolte prima del rogito
Business

Imprenditore britannico: apertura attività a Milano

Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.

Hub europeo operativo con visto di lavoro autonomo ottenuto
Tax Planning

Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia

Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.

Imposta sostitutiva 7% attivata su tutti i redditi esteri
Retirement

Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax

Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.

Flat tax 7% attivata su pensioni Social Security e 401k
Relocation

Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea

Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.

Tre pilastri pensionistici tedeschi ottimizzati con flat tax italiana
Business

Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU

SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.

Operativi in 5 mesi, costo personale −35% con regime impatriati
Business

Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano

Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.

Rischio stabile organizzazione prevenuto, presidio EU operativo
Corporate

Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia

Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.

3 trasferimenti completati in 4 mesi e mezzo, linea produttiva avviata nei tempi previsti

    Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può farvi ottenere la Carta Blu UE

    Affrontare l’iter burocratico e legale per l’ottenimento della Carta Blu UE può essere complesso, data la specificità delle normative e la necessità di presentare una documentazione necessaria impeccabile. Lo Studio Legale Internazionale Boschetti ha recentemente assistito con successo un ingegnere indiano assunto alla dipendenze di una società multinazionale presso la sede in Italia. Abbiamo seguito il datore di lavoro nella fase della richiesta del nulla osta, individuando e verificando la documentazione necessaria; successivamente abbiamo seguito, dal fronte del lavoratore, la fase di richiesta del visto d’ingresso e abbiamo accompagnato il predetto a firmare il contratto di lavoro dinanzi allo Sportello Unico per l’Immigrarzione. La nostra assistenza si è conclusa con il materiale rilascio del permesso di soggiorno, con tranquillità, tempestività e trasparenza.

    Il nostro team è specializzato nel diritto dell’immigrazione dal 2008 e offre una consulenza personalizzata, guidando il cliente in ogni procedura amministrativa che abbia ad oggetto la richiesta di visti e permessi di soggiorno, e la proposizione della domanda di nulla osta per l’ottenimento del permesso di soggiorno per titolari di carta blu UE è una delle nostre innumerevoli specialità nel settore. Possiamo gestire l’intera procedura, sia dal lato del datore di lavoro che del lavoratore, agendo come partner sicuro per lavoratori e imprese che desiderano costruire una collaborazione lavorativa di altro profilo.

    Forniamo assistenza qualificata per la valutazione dei requisiti professionali, la verifica della conformità dell’offerta di lavoro e la gestione di tutte le pratiche burocratiche. Assistiamo sia il professionista che mira a ottenere la carta blu per stranieri, sia l’azienda che intende attrarre talenti da fuori l’UE. Ancora, assistiamo il cittadino extra U.E. in possesso di Carta Blu rilasciata da altro Stato membro che faccia ingresso in Italia per soggiornarvi per un lungo periodo.

    In ogni caso, il nostro obiettivo è sempre lo stesso: semplificare il processo e assicurare il miglior esito possibile, supportando anche le pratiche di ricongiungimento familiare. Affidarsi a Boschetti Studio Legale significa procedere con sicurezza verso l’ottenimento della carta blu per immigrati, beneficiando di una competenza approfondita nel settore.

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    Visto per nomadi digitali: quali sono i requisiti di reddito e come si dimostra l’attività?

    Il visto per nomadi digitali in Italia richiede un reddito annuo minimo di circa 28.000 euro lordi, dimostrabile tramite contratti di lavoro remoto, fatture, estratti conto o dichiarazioni fiscali del paese di origine. Il richiedente deve lavorare per un datore di lavoro estero o come freelance per clienti fuori dall’Italia.

    La domanda si presenta al consolato italiano nel paese di residenza. Serve anche un’assicurazione sanitaria valida, un alloggio in Italia e la prova che l’attività lavorativa è svolta interamente da remoto. Il visto ha durata iniziale di un anno, rinnovabile.

    Trasferimento intra-societario: quale procedura per distaccare un manager in Italia?

    Il trasferimento intra-societario (ICT) consente a manager, specialisti e tirocinanti di un’azienda extra-UE di lavorare nella sede italiana della stessa azienda o del gruppo. La procedura prevede il rilascio del nulla osta al lavoro tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione e il successivo visto ICT al consolato.

    Il permesso ICT ha durata massima di 3 anni per manager e specialisti, 1 anno per tirocinanti. Non rientra nelle quote del decreto flussi. L’azienda deve dimostrare il rapporto societario con la sede estera e il ruolo del lavoratore distaccato.

    Infermiere extracomunitario: come funziona il riconoscimento del titolo in Italia?

    Il riconoscimento del titolo di infermiere ottenuto fuori dall’UE richiede un decreto del Ministero della Salute, previo parere della conferenza dei servizi. Il professionista deve presentare il titolo originale con traduzione giurata, legalizzazione o apostille, e il programma di studi dettagliato.

    Se il titolo non è pienamente equiparato, il Ministero può richiedere una prova attitudinale o un tirocinio compensativo. Dopo il riconoscimento, serve l’iscrizione all’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) della provincia di residenza. I tempi medi vanno da 6 a 12 mesi.

    Visto per lavoro autonomo rifiutato: è possibile fare ricorso e con quali tempi?

    Sì, il rifiuto del visto per lavoro autonomo è impugnabile con ricorso al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notifica del diniego, oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Il ricorso al TAR consente anche la richiesta di sospensiva.

    I motivi di rifiuto più frequenti: reddito insufficiente, documentazione incompleta, mancata dimostrazione della sostenibilità economica dell’attività. L’avvocato valuta la fondatezza del ricorso e, se il vizio è sanabile, può essere più efficace presentare una nuova domanda corretta.

    Carta Blu UE vs visto di lavoro ordinario: quale conviene per personale altamente qualificato?

    La Carta Blu UE conviene nella maggior parte dei casi: richiede un contratto con retribuzione annua lorda di almeno 1,5 volte il salario medio nazionale e un titolo di studio superiore o esperienza professionale equiparata. Offre vantaggi significativi rispetto al visto di lavoro ordinario, tra cui mobilità intra-UE e percorso accelerato verso il permesso di lungo periodo.

    Il visto ordinario rientra nelle quote del decreto flussi e ha tempi più lunghi. La Carta Blu è fuori quota, ha procedura semplificata e consente il ricongiungimento familiare immediato. Per profili altamente qualificati è lo strumento più vantaggioso.

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