Permesso di soggiorno e visto per sportivi professionisti e per attività sportiva in Italia
Praticare o lavorare nello sport in Italia richiede titoli di ingresso e soggiorno specifici. Il visto per attività sportiva e il permesso di soggiorno per attività sportiva consentono ad atleti, tecnici e staff non appartenenti all’Unione Europea di entrare e rimanere regolarmente nel Paese per gare, stagioni sportive o contratti professionali. La cornice normativa è chiara: l’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione prevede una corsia dedicata per gli sportivi professionisti, mentre la circolare CONI del 24 luglio 2018 spiega prassi e passaggi operativi per società e federazioni. In molti casi il tradizionale nulla osta è sostituito dalla dichiarazione nominativa di assenso del CONI, strumento centrale per il tesseramento e l’ingresso.
A seconda della durata e della natura dell’impegno, esistono soluzioni diverse: visto per gara sportiva fino a 90 giorni, visto per motivi sportivi di breve durata, oppure visto per lavoro subordinato sport con relativo permesso per l’intera stagione. Per lo sport dilettantistico, le società assumono oneri di alloggio e assistenza; per il professionismo contano contratti, quote annuali e tempi federali.
Boschetti Studio Legale affianca atleti e club sportivi in ogni fase, dalla scelta del canale corretto alla gestione completa delle pratiche, inclusi rinnovi, trasferimenti tra società della stessa federazione e, quando possibile, conversioni verso permesso di soggiorno in Italia per lavoro. Obiettivo: farvi scendere in campo in tempi rapidi e in piena regola, evitando errori che possono bloccare tesseramenti e campionati.

Quali sono le condizioni per ottenere il permesso di soggiorno per l’attività sportiva
Per ottenere il permesso di soggiorno per attività sportiva servono presupposti diversi a seconda che si tratti di professionismo, attività sportiva dilettantistica o partecipazione a gara sportiva. Elemento chiave è sempre la dichiarazione nominativa di assenso del CONI, che sostituisce il nulla osta, rilasciata su richiesta della Federazione della società italiana che tessererà l’atleta.
In caso di lavoro subordinato, la dichiarazione è inviata anche allo Sportello Unico per la firma del contratto di soggiorno. Per il dilettantismo non si firma il contratto di soggiorno, ma la società garantisce alloggio, sostentamento e coperture.
Durata e tipologia:
- Breve durata: per visto per gara sportiva o tournée fino a 90 giorni, lo straniero entra con visto tipo D o C secondo il calendario eventi. Se la permanenza supera 8 giorni occorre comunque avviare la pratica postale per il titolo di soggiorno.
- Stagione sportiva: per visto per sportivi professionisti o per visto per attività sportiva con rapporto di lavoro, il permesso copre la stagione o il contratto e consente reingressi multipli.
- Trasferimenti: rinnovi e spostamenti tra club della stessa Federazione sono possibili con nuova dichiarazione CONI.
Ogni anno è fissato un tetto di ingressi per sportivi non appartenenti all’UE; la disponibilità di quota è verificata dal CONI prima dell’assenso. Punto di forza: dal 2020 è possibile la conversione del permesso per attività sportiva in lavoro, quando ricorrono i requisiti di legge, aprendo prospettive stabili nel mercato italiano.
Cosa deve fare una società sportiva che vuole degli atleti professionisti extra UE
Una società che intende tesserare sportivi extra UE deve pianificare con precisione i passaggi. Il primo step è predisporre una proposta di contratto di soggiorno e chiedere, tramite la propria Federazione, la dichiarazione nominativa di assenso del CONI per lavoro subordinato sport. La Questura competente rilascia il nulla osta direttamente al CONI. Ricevuto l’assenso, l’atleta richiede il visto per attività sportiva presso la rappresentanza italiana. Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, si presenta allo Sportello Unico per firma del contratto e kit postale del permesso.
Per l’attività sportiva dilettantistica, la società invia alla Federazione la richiesta di dichiarazione di assenso specificando alloggio, assistenza e coperture. Non c’è contratto di soggiorno, ma rimangono gli adempimenti fiscali e assicurativi. Per gara sportiva sotto i 90 giorni, la Federazione invia al CONI la lista nominativa della delegazione con anticipo, per il Visto per gara sportiva.
Bisogna precisare che la Federazione Italiana Giuoco Calcio non dà seguito a richieste per attività sportiva dilettantistica, destinando le quote esclusivamente al settore professionistico.
Bisogna prestare attenzione a questi elementi:
- Quote: la federazione verifica disponibilità di posti per la stagione.
- Idoneità: l’eventuale mancata idoneità medico sportiva o il mancato arrivo impone comunicazioni a CONI e Ambasciata per liberare la quota.
- Trasferte estere: verificare la validità del permesso per i rientri.
- Minori: serve l’autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e garanzie sul soggiorno.
Un errore da evitare, che spesso ci accade di riscontrare nella prassi, è far lavorare lo straniero con visto turistico o di sola gara a favore continuativo della società. Si rischiano sanzioni e blocco del tesseramento.

Requisiti per richiedere il permesso di soggiorno e il visto per l’attività sportiva in Italia
La normativa italiana per l’ingresso degli sportivi extracomunitari si basa su un complesso sistema di quote annuali stabilito dal CONI in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Ogni anno vengono definiti i limiti massimi d’ingresso ripartiti tra le diverse Federazioni Sportive Nazionali: per la stagione 2025/2026, ad esempio, la Federazione Ciclistica ha ricevuto 70 quote mentre quella della Danza Sportiva ne ha ottenute 10. Queste quote includono sia gli atleti che effettuano il primo ingresso sia quelli già presenti sul territorio con permessi validi.
Per l’atleta, i requisiti essenziali comprendono un passaporto valido con scadenza superiore di almeno tre mesi, l’idoneità alla pratica sportiva certificata secondo la normativa italiana e, elemento fondamentale, la dichiarazione nominativa di assenso del CONI. Quest’ultima sostituisce il tradizionale nulla osta al lavoro e viene rilasciata solo dopo accurati controlli sui requisiti dell’atleta e della società richiedente, sempre nei limiti delle quote assegnate. L’atleta deve inoltre dimostrare il possesso di mezzi economici adeguati (non inferiori all’assegno sociale annuo), un’assicurazione sanitaria con copertura minima di 30.000 euro valida nell’area Schengen e la disponibilità di alloggio tramite prenotazione alberghiera o dichiarazione di ospitalità.
Per le delegazioni in gara sportiva, la procedura richiede liste nominative complete specificando atleti, tecnici, medici e dirigenti con relativi ruoli, qualifiche, numeri di passaporto e periodi di permanenza, escludendo familiari, giornalisti, fotografi e supporter. I minori tra 15 e 18 anni necessitano dell’autorizzazione specifica dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.
La società sportiva deve essere regolarmente affiliata alla Federazione di riferimento, presentare un progetto tecnico dettagliato e assumere piena responsabilità organizzativa per l’atleta, includendo alloggio, assistenza sanitaria, coperture assicurative e garanzia delle spese di rimpatrio.
L’iter amministrativo prevede che lo sportivo si presenti entro otto giorni dall’ingresso allo Sportello Unico competente per sottoscrivere il contratto di soggiorno e richiedere il permesso attraverso il kit postale, con il tesseramento consentito solo dietro presentazione della ricevuta dell’istanza..
Scenari tipici / Casi studio
Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.
Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato
Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.
Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni
Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.
Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura
Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.
Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato
Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.
Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech
Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.
Investitore americano: da New York a una villa in Toscana
Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.
Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia
Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.
Imprenditore britannico: apertura attività a Milano
Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.
Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia
Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.
Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax
Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.
Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea
Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.
Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU
SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.
Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano
Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.
Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia
Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.
Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può farvi ottenere il visto per sportivi professionisti in Italia

Affidarsi a Boschetti Studio Legale significa avere un team che conosce a fondo ogni procedura che riguarda l’ingresso di stranieri in Italia, quale sia il titolo e la qualifica. Dunque, abbiamo nel team anche consulenti che conoscono a fondo le regole federali, prassi CONI e tempistiche questurali.
Partiamo sempre da un’analisi del caso per individuare il canale giusto tra visto per lavoro subordinato sport, attività sportiva dilettantistica o gara sportiva, valutando quote, calendari e sovrapposizioni di eventi. Prepariamo i dossier per Federazione e CONI, coordiniamo i contatti con Sportello Unico e rappresentanze consolari, predisponiamo lettere, contratti e dichiarazioni conformi, riducendo rischi di rigetto.
Per le società, creiamo una checklist operativa su tesseramento, idoneità medico sportiva, policy per trasferte e adempimenti fiscali e assicurativi. Per gli atleti, curiamo richiesta visto, ingresso, kit postale e appuntamenti in Questura, fino al rilascio del permesso di soggiorno per attività sportiva. Seguiamo rinnovi e trasferimenti tra club della stessa Federazione, e quando i requisiti lo consentono, gestiamo la conversione del titolo verso lavoro per stabilizzare il percorso in Italia.
Ecco i nostri punti di forza in questa materia:
- Tempi, ridotti grazie a modulistica corretta e canali dedicati.
- Conformità normativa, in ogni fase, inclusi minori e staff tecnico.
- Supporto continuo, fino al tesseramento effettivo.
Il risultato è un percorso chiaro e rapido dal primo contatto alla messa in campo, senza intoppi che possano compromettere stagioni e obiettivi sportivi.
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Il visto per nomadi digitali in Italia richiede un reddito annuo minimo di circa 28.000 euro lordi, dimostrabile tramite contratti di lavoro remoto, fatture, estratti conto o dichiarazioni fiscali del paese di origine. Il richiedente deve lavorare per un datore di lavoro estero o come freelance per clienti fuori dall’Italia.
La domanda si presenta al consolato italiano nel paese di residenza. Serve anche un’assicurazione sanitaria valida, un alloggio in Italia e la prova che l’attività lavorativa è svolta interamente da remoto. Il visto ha durata iniziale di un anno, rinnovabile.
Il trasferimento intra-societario (ICT) consente a manager, specialisti e tirocinanti di un’azienda extra-UE di lavorare nella sede italiana della stessa azienda o del gruppo. La procedura prevede il rilascio del nulla osta al lavoro tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione e il successivo visto ICT al consolato.
Il permesso ICT ha durata massima di 3 anni per manager e specialisti, 1 anno per tirocinanti. Non rientra nelle quote del decreto flussi. L’azienda deve dimostrare il rapporto societario con la sede estera e il ruolo del lavoratore distaccato.
Il riconoscimento del titolo di infermiere ottenuto fuori dall’UE richiede un decreto del Ministero della Salute, previo parere della conferenza dei servizi. Il professionista deve presentare il titolo originale con traduzione giurata, legalizzazione o apostille, e il programma di studi dettagliato.
Se il titolo non è pienamente equiparato, il Ministero può richiedere una prova attitudinale o un tirocinio compensativo. Dopo il riconoscimento, serve l’iscrizione all’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) della provincia di residenza. I tempi medi vanno da 6 a 12 mesi.
Sì, il rifiuto del visto per lavoro autonomo è impugnabile con ricorso al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notifica del diniego, oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Il ricorso al TAR consente anche la richiesta di sospensiva.
I motivi di rifiuto più frequenti: reddito insufficiente, documentazione incompleta, mancata dimostrazione della sostenibilità economica dell’attività. L’avvocato valuta la fondatezza del ricorso e, se il vizio è sanabile, può essere più efficace presentare una nuova domanda corretta.
La Carta Blu UE conviene nella maggior parte dei casi: richiede un contratto con retribuzione annua lorda di almeno 1,5 volte il salario medio nazionale e un titolo di studio superiore o esperienza professionale equiparata. Offre vantaggi significativi rispetto al visto di lavoro ordinario, tra cui mobilità intra-UE e percorso accelerato verso il permesso di lungo periodo.
Il visto ordinario rientra nelle quote del decreto flussi e ha tempi più lunghi. La Carta Blu è fuori quota, ha procedura semplificata e consente il ricongiungimento familiare immediato. Per profili altamente qualificati è lo strumento più vantaggioso.