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Visto per nomadi digitali in Italia: requisiti, durata e come richiederlo nel 2025

Sempre più lavoratori da remoto guardano all’Italia come destinazione ideale per un soggiorno prolungato che unisca qualità della vita, cultura e connessione con l’Europa. Il visto per nomadi digitali in Italia, introdotto ufficialmente nel 2024 e attivo a pieno regime nel 2025, apre nuove possibilità per freelance e remote worker non europei. Ma quali sono i requisiti del visto per nomadi digitali in Italia nel 2025? Come si richiede e quali vantaggi offre? In questa guida completa trovi tutte le informazioni aggiornate per vivere in Italia da nomade digitale.

Requisiti del visto per nomadi digitali in Italia nel 2025

Il visto è destinato ai soli cittadini extracomunitari. Deve trattarsi di lavoratori altamente qualificati che utilizzano strumenti tecnologici per lavorare da remoto e operano in autonomia o per un’azienda (anche non italiana).

Per lavoro altamente qualificato si intende, ai sensi dell’art. 2 del decreto Ministero dell’Interno del 29 febbraio 2024, “l’attivita’ svolta dallo straniero in possesso dei requisiti di cui all’art. 27-quater, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”.

È importante dimostrare una posizione lavorativa stabile, anche se indipendente dal territorio italiano.

I requisiti del visto per nomadi digitali in Italia nel 2025 includono:

  • Possedere entrate economiche legittime annuali che superino di tre volte la soglia stabilita per l’esenzione dal ticket sanitario
  • Essere titolare di una copertura medico-assicurativa che garantisca assistenza sanitaria e ospedaliera valida in Italia per tutto il periodo di permanenza
  • Fornire adeguata attestazione riguardante la soluzione abitativa prescelta
  • Certificare un’attività professionale pregressa di almeno un semestre nel campo lavorativo che si intende svolgere come professionista itinerante digitale o lavoratore in remoto
  • Allegare documentazione contrattuale o proposta formale vincolante di impiego, nel caso di lavoratori a distanza, per mansioni che richiedano competenze specifiche come indicato nell’articolo 27-quater, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

Come si è visto, per quanto riguarda il reddito minimo per nomade digitale la normativa italiana prevede che “Il cittadino straniero deve dimostrare un reddito annuo lordo derivante da fonti lecite non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.”

Il livello minimo per l’esenzione sanitaria nel 2024 è di circa €6.500 – €7.000 lordi annui, quindi il reddito minimo richiesto si aggira intorno ai €20.000 – €21.000 lordi.

Tuttavia, molte fonti interpretative (ma non il decreto in sé) parlano di una soglia vicina ai 28.000 euro netti annui, ipotizzando un lordo più alto per tenere conto di tasse, contributi, e standard qualitativi di vita richiesti.

Come richiedere un visto per nomade digitale in Italia

Anzitutto va specificato che, per fare ingresso in Italia come nomade digitale, non è richiesto il nulla osta al lavoro come per altri permessi di soggiorno. La procedura per come richiedere un visto per nomade digitale in Italia si articola in alcuni passaggi chiave:

  1. Preparazione dei documenti: passaporto valido, prove di attività lavorativa a distanza, certificazioni di reddito, assicurazione sanitaria, contratto d’affitto o prenotazione di un alloggio.
  2. Domanda presso il consolato italiano nel Paese di residenza: si presenta l’intera documentazione insieme al modulo di richiesta.
  3. Attesa per l’approvazione: la tempistica media varia tra le 30 e le 60 giornate lavorative.
  4. Ingresso in Italia e richiesta del permesso di soggiorno: entro 8 giorni dall’arrivo, bisogna registrarsi presso la Questura locale.

Il visto è individuale, ma i familiari possono accompagnare il richiedente, a patto di presentare una richiesta parallela per motivi familiari.

Durata del visto per nomadi digitali in Italia

La durata del visto per nomadi digitali in Italia è di 1 anno, rinnovabile. La proroga è possibile se vengono mantenuti i requisiti iniziali (reddito, attività lavorativa, copertura sanitaria).

Chi ottiene il visto può soggiornare legalmente in Italia, lavorare da remoto per clienti esteri, affittare una casa e muoversi liberamente nell’area Schengen per brevi periodi.

Tasse per nomadi digitali in Italia

Un aspetto cruciale riguarda le tasse per nomadi digitali in Italia. La tassazione dipende dalla residenza fiscale, che si acquisisce se si resta in Italia più di 183 giorni l’anno.

Se si diventa fiscalmente residenti, il reddito globale (anche quello generato all’estero) può essere tassato in Italia. Tuttavia, esistono agevolazioni per nuovi residenti, tra cui:

  • Regime agevolato per lavoratori impatriati (sconto IRPEF)
  • Possibilità di non essere tassati sul reddito estero in alcuni casi, secondo convenzioni bilaterali

È consigliato consultare un fiscalista per evitare doppia imposizione e scegliere la soluzione più vantaggiosa.

Vivere in Italia da nomade digitale: vantaggi e opportunità

Oltre agli aspetti burocratici e fiscali, vivere in Italia da nomade digitale offre una serie di vantaggi concreti:

  • Qualità della vita alta: cibo, clima, cultura e paesaggi
  • Connessioni rapide con il resto d’Europa
  • Costo della vita variabile: più accessibile in città medie e nel Sud Italia
  • Comunità di expat attive in città come Roma, Milano, Palermo, Firenze e Bologna
  • Possibilità di viaggiare nei Paesi Schengen senza ulteriori visti

Molti professionisti scelgono l’Italia non solo per lavorare, ma anche per rallentare i ritmi, immergersi in una cultura ricca e costruire una routine più sostenibile. Con il nuovo visto, è finalmente possibile farlo in modo legale, sicuro e continuativo.

Autore

Avv. Federico Migliaccio

Avvocato, Foro di Roma · Studio Legale Internazionale Boschetti

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2017. Dal 2022 membro dello Studio Legale Internazionale Boschetti, si occupa di diritto dell’immigrazione con focus su residenza elettiva, visto per investitori e riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.

Albo Avvocati di Roma

Laurea LUISS Guido Carli

Diritto dell’Immigrazione

Cittadinanza Iure Sanguinis

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