Costituzione SRL Agricola per Stranieri
Acquistare un fondo agricolo in Italia da straniero, avviare un agriturismo o operare stabilmente nel settore agricolo italiano richiede una struttura societaria adeguata. Senza di essa, l’investitore straniero paga il 15% di imposta di registro sull’acquisto del terreno, non può accedere ai pagamenti diretti della Politica Agricola Comune europea e resta escluso dal regime fiscale riservato agli imprenditori agricoli professionali.
La soluzione è la costituzione di una SRL agricola per stranieri in Italia: una forma societaria disciplinata principalmente dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 e dal D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, progettato per consentire a investitori di qualsiasi nazionalità di operare nel settore con piena tutela patrimoniale e con un’ottimizzazione fiscale integrata fin dal momento dell’acquisizione del fondo.
Lo Studio Legale Internazionale Boschetti assiste l’investitore straniero in ogni fase: dalla scelta della struttura ottimale fino al completamento degli adempimenti societari, inclusa la procedura per il conseguimento della qualifica IAP dell’amministratore.

Cos’è una SRL agricola e perché è la scelta ottimale per lo straniero investitore
La SRL agricola è una società di capitali che acquisisce la qualifica agricola in presenza di determinati requisiti. Essa è disciplinata dall’art. 2135 c.c., come modificato dal D.Lgs. 228/2001, e dal D.Lgs. 99/2004 in materia di società agricole e imprenditore agricolo professionale.
Per costituire una SRL agricola è necessario che l’oggetto sociale sia esclusivamente agricolo, che la denominazione sociale contenga la parola “agricola” e che almeno un amministratore sia in possesso della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), ovvero della qualifica di coltivatore diretto nei casi previsti dalla normativa agevolativa applicabile. In cambio, la società accede a un regime fiscale e contributivo del tutto diverso da quello delle società commerciali ordinarie.
Per l’investitore straniero, la SRL agricola presenta vantaggi strutturali che la rendono preferibile alla società semplice agricola. In primo luogo, la limitazione della responsabilità patrimoniale: il socio straniero non risponde con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni della società. In secondo luogo, i soci non devono necessariamente possedere la qualifica agricola, che, nelle società di capitali agricole, è normalmente richiesta in capo ad almeno un amministratore ai fini del riconoscimento della qualifica IAP della società. In terzo luogo, è possibile avere soci stranieri di qualsiasi nazionalità, a condizione che il Paese di origine applichi il principio di reciprocità con l’Italia. Infine, la struttura è adatta a gestire operazioni immobiliari di valore elevato in combinazione con l’attività agricola, con una solidità riconosciuta sia dalle banche sia dai partner commerciali italiani.
Per un confronto analitico dettagliato tra SRL agricola e società semplice, rimandiamo al blog post IVI dedicato, dove le due forme sono esaminate sotto il profilo fiscale, della responsabilità e della governance.
I vantaggi fiscali della SRL agricola per l’investitore straniero
Questa è la sezione che più incide sulla convenienza dell’operazione. La SRL agricola qualificata accede a un regime fiscale completamente diverso rispetto all’acquisto diretto da parte di un privato straniero. I benefici si estendono dall’acquisizione del fondo all’intera gestione operativa, e il divario rispetto al regime ordinario è, in molti casi, determinante nella valutazione dell’investimento.
Per rendere il vantaggio tangibile: su un fondo agricolo del valore di 300.000 euro, il risparmio complessivo sulla sola imposta di registro supera i 42.000 euro. Ai quali si aggiungono i benefici sulla tassazione del reddito e l’accesso ai fondi europei, che trasformano un investimento immobiliare in un’operazione economica attiva.

Imposta di registro all’1% sull’acquisto di fondi agricoli
Lo straniero che acquista un fondo agricolo come privato è soggetto all’aliquota del 15% di imposta di registro. Lo stesso acquisto effettuato tramite una SRL agricola con amministratore qualificato IAP e gli altri requisiti previsti dalla legge scende all’1%. Il risparmio è immediato e quantificabile con precisione: su un fondo da 300.000 euro, l’imposta di registro passa da 45.000 euro a 3.000 euro, con un risparmio netto di 42.000 euro su una singola operazione.
Per chi desidera approfondire l’operazione integrata di acquisto del fondo, rimandiamo alla pagina dedicata all’acquisto di fondi agricoli per stranieri in Italia.

Accesso ai fondi PAC europei e ai contributi per lo sviluppo rurale
Solo le imprese agricole qualificate possono accedere ai pagamenti diretti della Politica Agricola Comune europea, ai fondi per lo sviluppo rurale erogati attraverso il FEASR e ai bandi regionali per l’innovazione e la sostenibilità del settore. Per l’investitore straniero, l’accesso a questi strumenti trasforma l’investimento immobiliare in un’operazione economica attiva, capace di generare flussi di cassa che si aggiungono alla valorizzazione patrimoniale del fondo.
Sul fronte della tassazione del reddito, in presenza dei requisiti e delle opzioni fiscali previste dalla normativa tributaria applicabile, la società agricola può accedere a regimi fiscali basati sul reddito agrario catastale anziché sull’utile societario ordinario. Nella pratica, questo si traduce in un’aliquota effettiva significativamente inferiore rispetto a quella applicata a una società commerciale ordinaria, con un risparmio tanto più rilevante quanto più elevata è la produttività del fondo.
I requisiti per costituire una SRL agricola come straniero
La domanda che più frequentemente blocca l’investitore straniero è: “posso farlo anch’io?”. La risposta è sì, a condizione che la struttura sia impostata correttamente. La disciplina delle società agricole, contenuta nel D.Lgs. 99/2004 e coordinata con l’art. 2135 c.c., prevede specifici requisiti per il riconoscimento della qualifica agricola della società, tra i quali non rientrano la cittadinanza italiana, né la residenza in Italia. I soci possono essere stranieri di qualsiasi nazionalità: il vincolo della qualifica agricola riguarda esclusivamente l’amministratore, non i titolari delle quote.
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Oggetto sociale esclusivamente agricolo
Lo statuto della SRL deve prevedere come oggetto esclusivo le attività agricole ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per “attività connesse” si intende le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo. L’agriturismo rientra in questa categoria a condizione che venga svolto in connessione con l’attività agricola principale e nel rispetto dei limiti di prevalenza previsti dalla normativa di settore.
Un’indicazione pratica: l’oggetto sociale non può includere attività commerciali o di servizio estranee all’agricoltura, pena la perdita della qualifica agricola e dei relativi benefici. La redazione dello statuto richiede quindi attenzione specifica, ed è una delle fasi in cui l’assistenza legale specializzata si rivela determinante.
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Denominazione con la dicitura “agricola”
La ragione sociale deve contenere la parola “agricola”. Si tratta di un requisito formale ma vincolante: senza questa indicazione nella denominazione, la società non può qualificarsi come società agricola ai sensi del D.Lgs. 99/2004 e non può accedere al relativo regime agevolativo. È opportuno verificare la disponibilità del nome prescelto prima della redazione dell’atto costitutivo, poiché la scelta della denominazione è una delle prime decisioni operative dell’intero processo di costituzione della società agricola SRL.
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Almeno un amministratore con qualifica IAP o coltivatore diretto
Questo è il requisito più delicato per lo straniero che vuole aprire una società agricola in Italia. La qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), disciplinata dal D.Lgs. 99/2004, può essere conseguita anche da un cittadino straniero che soddisfi i requisiti previsti: dedicare almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo alle attività agricole e ricavarne almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro; tali soglie sono ridotte al 25% per gli imprenditori operanti nelle zone svantaggiate previste dalla normativa europea. La qualifica richiede inoltre la dimostrazione di una capacità professionale adeguata, acquisita attraverso titoli di studio o esperienza.
In alternativa, per il socio straniero che non intende assumere direttamente la gestione operativa del fondo, lo Studio può assistere nella strutturazione della società con un amministratore qualificato terzo, che soddisfi il requisito IAP, mentre il socio mantiene la piena titolarità delle quote. Entrambe le soluzioni sono valide, e la scelta dipende dal profilo e dagli obiettivi dell’investitore.
SRL agricola o società semplice agricola: quale scegliere
Per lo straniero che deve scegliere tra le due forme principali, il criterio orientativo dipende essenzialmente dal valore dell’investimento e dal tipo di attività che si intende svolgere.
La SRL agricola è quasi sempre la scelta corretta per chi intende acquistare fondi agricoli di valore significativo o avviare un agriturismo strutturato. La limitazione della responsabilità patrimoniale tutela il patrimonio personale del socio straniero, la struttura è meglio riconosciuta dalle banche italiane in sede di finanziamento e offre una governance più solida in caso di più soci o di proprietà transfrontaliera.

La società semplice agricola può essere adeguata per operazioni di piccolo importo o per chi gestisce già un fondo di famiglia con un’attività agricola consolidata. È una forma più snella, ma non offre la limitazione di responsabilità e, in alcune circostanze, risulta meno solida sotto il profilo della bancabilità.
Per un’analisi comparativa completa dei vantaggi della SRL agricola rispetto alla società semplice, con i dettagli su fiscalità, responsabilità e governance, rimandiamo al blog post IVI dedicato.
La procedura di costituzione passo dopo passo per soci stranieri
La procedura per costituire una SRL agricola come stranieri prevede passaggi specifici rispetto alla costituzione ordinaria di una SRL italiana. Un aspetto rilevante è che la presenza fisica in Italia non è obbligatoria per tutte le fasi: è possibile agire tramite procura notarile per la sottoscrizione dell’atto costitutivo e per diversi adempimenti successivi, il che rende l’operazione accessibile anche a chi gestisce l’investimento dall’estero.
I tempi medi per il completamento dell’intera procedura, dall’avvio al perfezionamento dell’iscrizione, si attestano tra le 4 e le 8 settimane, in funzione della complessità della struttura societaria e dei tempi di rilascio delle qualifiche.
I passaggi principali, in ordine cronologico, sono i seguenti:
Codice fiscale
Italiano
Ottenimento del codice fiscale italiano per tutti i soci stranieri, tramite presentazione di documento di identità valido presso uno Sportello dell’Agenzia delle Entrate o per il tramite di un consolato italiano all’estero.
Principio
di reciprocità
Verifica del principio di reciprocità per i soci extra-UE: la partecipazione di cittadini di Paesi terzi in società italiane è ammessa a condizione che il Paese di origine riconosca un diritto analogo ai cittadini italiani.
Qualifica
IAP
Scelta dell’amministratore e verifica della qualifica IAP o avvio della procedura per il suo conseguimento, secondo il D.Lgs. 99/2004.
Redazione
dello statuto
Redazione dello statuto con oggetto esclusivamente agricolo ai sensi dell’art. 2135 c.c. e stipula dell’atto costitutivo davanti a un notaio italiano.
Apertura
partita IVA
Apertura della partita IVA con codice ATECO agricolo, da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data dell’atto costitutivo.
Iscrizione
Registro Delle Imprese
Iscrizione al Registro delle Imprese, sezione speciale dedicata alle imprese agricole, presso la Camera di Commercio competente per territorio.
Registrazione
INPS e INAIL
Registrazione INPS e INAIL per la posizione previdenziale e assicurativa dell’amministratore.
Scenari tipici / Casi studio
Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.
Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato
Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.
Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni
Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.
Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura
Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.
Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato
Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.
Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech
Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.
Investitore americano: da New York a una villa in Toscana
Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.
Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia
Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.
Imprenditore britannico: apertura attività a Milano
Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.
Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia
Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.
Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax
Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.
Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea
Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.
Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU
SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.
Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano
Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.
Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia
Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.
Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può aiutarti con la costituzione della SRL agricola

Lo Studio Legale Internazionale Boschetti assiste l’investitore straniero in ogni fase della costituzione della società agricola SRL, offrendo un servizio integrato che copre l’intera operazione, dalla fase valutativa iniziale al completamento degli adempimenti societari.
Il perimetro del servizio comprende:
- Consulenza preliminare per valutare la struttura ottimale tra SRL agricola e società semplice agricola in base al profilo dell’investitore, al valore dell’operazione e agli obiettivi di medio termine.
- Assistenza per il codice fiscale dei soci stranieri e verifica del principio di reciprocità per i soci extra-UE.
- Assistenza per il conseguimento della qualifica IAP da parte dell’amministratore, con analisi dei requisiti di tempo lavorativo e di reddito, o strutturazione con amministratore qualificato terzo.
- Redazione dello statuto con oggetto esclusivamente agricolo conforme al D. Lgs. n. 228/2001.
- Coordinamento con il notaio italiano per la stipula dell’atto costitutivo, anche tramite procura notarile per i soci che non possono essere fisicamente presenti in Italia.
- Iscrizione al Registro delle Imprese, sezione speciale agricoltura, e adempimenti INPS.
- Raccordo con il servizio di acquisto del fondo agricolo per chi desidera procedere con l’operazione integrata di acquisizione e strutturazione societaria.
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FAQ
Chiunque, indipendentemente dalla nazionalità, può costituire una società agricola in Italia. Per la SRL agricola disciplinata dal D. Lgs. n. 228/2001, dal D.Lgs. 99/2004 e dall’art. 2135 c.c., i soci possono essere cittadini italiani o stranieri, residenti o non residenti. L’unico requisito che riguarda una persona fisica è la qualifica IAP o di coltivatore diretto dell’amministratore. I soci extra-UE devono verificare che il loro Paese di origine applichi il principio di reciprocità con l’Italia, condizione che è soddisfatta per la grande maggioranza dei Paesi.
Sì. Gli stranieri possono costituire e partecipare a società italiane di qualsiasi forma, incluse le SRL agricole. I cittadini UE non incontrano limitazioni. Per i cittadini extra-UE, il quadro normativo prevede l’applicazione del principio di reciprocità: la partecipazione societaria è ammessa a condizione che il Paese di origine riconosca un diritto analogo ai cittadini italiani. In pratica, questo principio è soddisfatto per la quasi totalità dei Paesi con i quali l’Italia intrattiene relazioni economiche.
Una SRL è qualificata come società agricola ai sensi del D.Lgs. 99/2004 quando soddisfa tre condizioni: l’oggetto sociale è esclusivamente agricolo ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, la denominazione sociale contiene la parola “agricola” e almeno un amministratore possiede la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) o è coltivatore diretto iscritto nella gestione previdenziale agricola. Solo al ricorrere di tutte e tre le condizioni la società può essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese e accedere alle agevolazioni fiscali riservate.
Nella società semplice agricola, a differenza della SRL agricola, tutti i soci che partecipano alla gestione assumono responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali. Non è richiesta la qualifica IAP per i soci, ma almeno un socio deve svolgere effettivamente l’attività agricola. Per i soci stranieri si applica il principio di reciprocità. La società semplice agricola è iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese.
Per costituire una società semplice agricola è necessario un atto costitutivo (anche nella forma di scrittura privata) con oggetto agricolo ai sensi dell’art. 2135 c.c., l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese e la registrazione all’INPS per la posizione previdenziale agricola. Non è richiesto un capitale minimo. Per accedere alle agevolazioni fiscali riservate alle imprese agricole, la società deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa di settore in materia di prevalenza dell’attività agricola.
L’apertura di un’azienda agricola in Italia, nella forma individuale, richiede l’iscrizione all’INPS come coltivatore diretto o imprenditore agricolo, l’apertura della partita IVA con codice ATECO agricolo e, ove la produzione superi determinate soglie, l’iscrizione nel Registro delle Imprese. Per gli stranieri si applica il principio di reciprocità. L’accesso alle agevolazioni fiscali più significative, in particolare l’imposta di registro ridotta sull’acquisto dei fondi, è subordinato al possesso della qualifica IAP.
Le agevolazioni fiscali per gli stranieri che aprono una società agricola in Italia attraverso una SRL qualificata sono significative. La principale riguarda l’imposta di registro sull’acquisto dei fondi agricoli, che scende dal 15% (aliquota ordinaria per i privati) all’1% per le imprese agricole con amministratore IAP. Sul fronte reddituale, la società agricola può, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa tributaria, accedere a regimi fiscali basati sul reddito agrario catastale. A queste agevolazioni si aggiunge l’accesso ai fondi PAC europei e ai contributi regionali per lo sviluppo rurale, che possono ridurre significativamente il costo netto dell’investimento.
I costi per la costituzione di una società semplice agricola comprendono l’imposta di registro dell’atto costitutivo (200 euro in misura fissa), i diritti di segreteria della Camera di Commercio e, ove ci si avvalga di un notaio, il relativo onorario. La società semplice non richiede un capitale minimo. I costi sono quindi contenuti rispetto alla SRL, ma la forma societaria non offre la limitazione di responsabilità, che per operazioni di valore significativo rappresenta un fattore di rischio da valutare attentamente.
I costi di costituzione di una società semplice agricola sono generalmente inferiori a quelli di una SRL agricola perché non è richiesta la forma dell’atto pubblico notarile. L’atto costitutivo può essere redatto per scrittura privata registrata, con un’imposta di registro di 200 euro in misura fissa. Vanno aggiunti i diritti di iscrizione alla Camera di Commercio e, ove previsto, le spese per la registrazione all’INPS. Per una stima completa dei costi in relazione al profilo dell’investimento, è opportuno richiedere una consulenza preventiva allo Studio.
Non esiste un capitale minimo obbligatorio per avviare un’azienda agricola individuale o in forma di società semplice. Per la SRL agricola il capitale minimo è di 1 euro, come per qualsiasi SRL ordinaria, sebbene nella pratica sia consigliabile dotare la società di un capitale adeguato alla dimensione dell’operazione. I costi reali di avvio dipendono principalmente dall’acquisizione del fondo, dall’eventuale acquisto o locazione di macchinari agricoli e dagli adempimenti burocratici. Le agevolazioni fiscali disponibili per le imprese agricole qualificate riducono significativamente il costo complessivo dell’operazione.
Non esiste una superficie minima legalmente prevista per l’apertura di un’azienda agricola in Italia. I requisiti dimensionali rilevanti ai fini delle agevolazioni dipendono dal tipo di coltura e dalla regione. Per accedere ai pagamenti diretti della PAC europea è necessario condurre una superficie agricola di almeno un ettaro (o di 0,5 ettari per alcune colture speciali). Per la qualifica IAP, il criterio determinante non è la superficie ma il tempo lavorativo e il reddito derivanti dall’attività agricola, come previsto dal D.Lgs. 99/2004.
In termini di costi di costituzione, la società semplice agricola è la forma meno onerosa, non richiedendo l’atto pubblico notarile né un capitale minimo. Tuttavia, per l’investitore straniero che valuta la convenienza della struttura, il parametro rilevante non è il costo di costituzione ma il risparmio fiscale complessivo generato dalla struttura prescelta. Una SRL agricola con amministratore IAP, pur avendo costi di costituzione superiori, può generare risparmi di decine di migliaia di euro già nella fase di acquisizione del fondo, rendendo il differenziale di costo iniziale marginale rispetto al vantaggio complessivo dell’operazione.