Aprire una società in Italia, o portarvi un’impresa già attiva all’estero, è una decisione che apre l’accesso alla terza economia dell’Unione Europea e a un mercato collocato al centro del Mediterraneo. È anche una decisione che intreccia tre piani distinti, ed è questo intreccio a renderla complessa per chi viene da fuori.
Il primo piano è il diritto societario: scegliere la forma giuridica corretta, redigere l’atto costitutivo, perfezionare la costituzione davanti al notaio. Il secondo è il diritto dell’immigrazione: per un cittadino extra-UE la posizione di socio o amministratore non si improvvisa, ma va costruita attorno al visto e al permesso di soggiorno idonei. Il terzo è la fiscalità internazionale: il modo in cui la nuova struttura dialoga con l’ordinamento del Paese di origine, le convenzioni contro la doppia imposizione, i regimi agevolati a cui si può accedere.
Chi si rivolge a noi appartiene di norma a due profili. Da un lato l’imprenditore individuale straniero, che vuole avviare una propria attività in Italia e ha bisogno tanto della struttura societaria quanto del titolo di soggiorno. Dall’altro l’azienda estera che intende espandersi nel mercato italiano, aprendo una società controllata, una sede secondaria o un presidio più leggero. In entrambi i casi la difficoltà non sta nel singolo adempimento, ma nel coordinarli: una scelta societaria presa senza considerare la posizione migratoria dei soci, o senza valutare l’impatto fiscale cross-border, si paga in tempi e in costi.
Lo Studio Legale Internazionale Boschetti nasce per essere, su questo terreno, un interlocutore unico. Seguiamo l’intera filiera, dalla pianificazione iniziale del business alla gestione operativa, in più lingue, con un track record consolidato su clienti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Emirati Arabi Uniti, Cina e Brasile. L’obiettivo è semplice: che l’imprenditore possa concentrarsi sul progetto, mentre la complessità giuridica resta sulle nostre spalle.

Uno straniero può aprire una società in Italia?
Sì. La possibilità di costituire una società in Italia non è riservata ai cittadini italiani, ma il percorso cambia in modo sostanziale a seconda della nazionalità.
Per i cittadini dell’Unione Europea non esiste alcuna restrizione. In forza della libertà di stabilimento garantita dai Trattati, un cittadino UE può aprire una società in Italia alle stesse condizioni di un cittadino italiano, senza bisogno di alcun titolo di soggiorno particolare.
Per i cittadini extra-UE il discorso è diverso. La costituzione della società in sé è giuridicamente possibile, ma per assumere stabilmente il ruolo di socio operativo o di amministratore, e soprattutto per vivere e lavorare in Italia, occorre un visto idoneo e il corrispondente permesso di soggiorno. La normativa subordina inoltre l’ingresso del cittadino extra-UE alla cosiddetta condizione di reciprocità, cioè alla verifica che anche l’ordinamento del suo Paese consenta a un italiano un’analoga iniziativa economica, salvo che operino accordi internazionali o status particolari che la rendono superflua.
Va infine ricordato che fare impresa in Italia non passa necessariamente dalla nascita di una nuova società. Un’azienda già costituita all’estero può scegliere strade diverse: aprire una filiale o una sede secondaria, oppure insediare un ufficio di rappresentanza, una presenza più leggera adatta alle prime fasi di studio del mercato. Individuare l’opzione corretta è il primo passo, e dipende dagli obiettivi, dal grado di radicamento desiderato e dalla posizione migratoria delle persone coinvolte.
I servizi per stranieri che vogliono fare impresa in Italia
Fare business in Italia richiede competenze che raramente convivono in un unico interlocutore. Lo Studio Legale Internazionale Boschetti ha costruito attorno a questa esigenza un’area dedicata al diritto d’impresa internazionale, articolata in undici servizi che coprono l’intero ciclo di vita della presenza imprenditoriale straniera in Italia.
Ogni servizio è un tassello: la nostra funzione è comporli in un disegno coerente, calibrato sul progetto imprenditoriale e sulla posizione delle persone coinvolte.

Le forme per stabilire una presenza imprenditoriale in Italia
Non esiste una forma giuridica migliore in assoluto. Esiste la forma adatta a un determinato progetto, a un certo livello di rischio e a una precisa strategia di crescita. Le opzioni principali per chi vuole stabilire una presenza imprenditoriale in Italia sono tre.
La Società a responsabilità limitata (Srl) è la struttura più diffusa. Limita la responsabilità dei soci al capitale conferito, proteggendo il patrimonio personale, e si presta tanto al piccolo imprenditore quanto alla società controllata di un gruppo estero. La sua variante semplificata, la Srl semplificata (Srls), consente la costituzione con un capitale ridotto e oneri contenuti, ed è la porta d’ingresso tipica per chi avvia un’attività di dimensioni iniziali modeste. La Società per azioni (Spa) è invece pensata per progetti di portata maggiore, per la raccolta di capitale da investitori esterni e per le prospettive di quotazione: richiede un capitale più elevato e una governance più strutturata.
Accanto alla costituzione di una nuova società, l’azienda estera può optare per la sede secondaria, che non dà vita a un soggetto giuridico autonomo ma a una stabile organizzazione della casa madre in Italia, con piena capacità operativa e relativi obblighi fiscali. Quando invece l’obiettivo è soltanto presidiare il mercato, raccogliere informazioni e curare i rapporti con clienti e fornitori senza concludere contratti, l’ufficio di rappresentanza è la soluzione più snella: non configura stabile organizzazione e non genera reddito imponibile in Italia.
La scelta fra queste opzioni va fatta prima di ogni altro passo, perché determina il regime fiscale applicabile, gli obblighi contabili e la stessa posizione migratoria di chi dovrà gestire l’attività. È una decisione strategica, non un mero adempimento formale: chi avvia un’attività di dimensioni iniziali contenute e vuole limitare l’esborso di partenza trova nella variante semplificata della società a responsabilità limitata una soluzione economica e rapida; chi guarda invece a un progetto destinato a crescere, ad accogliere nuovi soci o a dialogare con un gruppo estero preferirà di norma la forma ordinaria, che offre piena libertà nella redazione dello statuto e una struttura più solida. È un’ulteriore conferma del principio: la forma non si sceglie in astratto, ma si calibra sul capitale disponibile, sugli obiettivi di crescita e sul livello di personalizzazione della governance che il progetto richiede.

Visti e permessi per imprenditori stranieri in Italia
Per il cittadino extra-UE la struttura societaria, da sola, non basta. Operare stabilmente in Italia richiede un titolo che autorizzi l’ingresso e il soggiorno, e la scelta del titolo corretto dipende dalla natura del progetto imprenditoriale.
- Il visto per lavoro autonomo è la via dell’imprenditore individuale che intende esercitare un’attività economica in proprio, soggetto alle quote del decreto flussi e al rilascio del nulla osta camerale.
- Il visto per startup innovativa, legato all’iniziativa Italia Startup Visa, è riservato a chi avvia un’impresa ad alto contenuto tecnologico e segue un canale dedicato, fuori dalle quote.
- Il visto per investitori si rivolge a chi effettua un investimento qualificato in società italiane, startup innovative, titoli di Stato o progetti filantropici.
- A questi si affianca, per i gruppi multinazionali, il permesso per trasferimento intra-societario, che consente di spostare dirigenti e personale specializzato dalla casa madre estera alla struttura italiana.
Ottenuto il visto, all’ingresso in Italia si richiede il corrispondente permesso di soggiorno presso la Questura competente. Anche l’apertura della partita IVA da parte dello straniero presuppone un titolo di soggiorno che consenta lo svolgimento dell’attività: non è un adempimento isolato, ma l’esito di un percorso che parte dal visto.
Il punto che ribadiamo a ogni cliente è uno solo: il visto e la struttura societaria si pianificano insieme, sin dal primo giorno. Decidere la forma della società senza sapere se i soci potranno entrare e restare in Italia, o avviare la pratica migratoria senza una struttura d’impresa coerente, espone a ritardi e a costi che una pianificazione integrata evita in partenza. Il punto di forza dello Studio Legale Internazionale Boschetti è poter trattare le materie del diritto societario e dell’immigrazione sotto un’unica regia e in modo integrato, con perfetta coordinazione dei tempi e dei processi.
Scenari tipici / Casi studio
Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.
Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato
Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.
Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni
Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.
Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura
Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.
Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato
Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.
Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech
Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.
Investitore americano: da New York a una villa in Toscana
Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.
Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia
Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.
Imprenditore britannico: apertura attività a Milano
Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.
Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia
Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.
Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax
Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.
Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea
Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.
Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU
SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.
Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano
Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.
Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia
Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.
Agevolazioni fiscali per stranieri che avviano un’impresa in Italia
Il sistema fiscale italiano, spesso percepito come oneroso, riconosce in realtà a chi avvia un’impresa o trasferisce la propria attività in Italia una serie di misure di favore che incidono in modo sensibile sul carico effettivo.
- Il regime degli impatriati agevola i lavoratori, anche autonomi e imprenditori, che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, consentendo di assoggettare a imposizione solo una quota del reddito prodotto nel Paese, e la flat tax per i nuovi residenti, che consente di optare per un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero.
- Le agevolazioni per le startup innovative comprendono detrazioni per chi investe nel capitale della società, l’esenzione da diritti camerali e imposte di bollo nei primi anni di vita dell’impresa e un trattamento di favore su strumenti finanziari e perdite.
- Gli incentivi legati al PNRR e ai piani di sviluppo, infine, sostengono gli investimenti in ricerca e sviluppo, digitalizzazione e transizione ecologica, con crediti d’imposta e contributi mirati, talvolta rafforzati nelle regioni del Mezzogiorno.
A queste misure si aggiunge la rete di convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione che l’Italia ha stipulato con numerosi Paesi, che evita al contribuente di essere tassato due volte sullo stesso reddito. La conseguenza pratica è che la convenienza di fare impresa in Italia non si misura sulle aliquote nominali, ma sulla struttura fiscale che si riesce a costruire: con una pianificazione attenta, e condotta prima dell’avvio, il carico effettivo può risultare nettamente inferiore a quello atteso.
Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può aiutarti a fare impresa in Italia

Lo Studio Legale Internazionale Boschetti è un punto di riferimento per gli imprenditori e le aziende straniere che vogliono fare impresa in Italia. La nostra forza consiste nel coniugare la conoscenza del diritto societario e d’impresa, nonché della fiscalità internazionale con una solida expertise nel diritto dell’immigrazione, un abbinamento che diventa un vantaggio concreto ogni volta che a creare o espandere un’impresa in Italia sia uno straniero, in particolare un cittadino extra-UE.
Il nostro intervento si svolge secondo il seguente percorso:
- Iniziamo con una consulenza preliminare che mette a fuoco il progetto, individua la forma societaria più idonea e definisce, accanto al percorso d’impresa, la posizione migratoria dei soci e degli amministratori.
- Da quel momento accompagniamo il cliente in ogni fase: la costituzione della società, la gestione delle pratiche burocratiche, il coordinamento del visto e del permesso di soggiorno, fino alla definizione di una struttura fiscale efficiente e conforme alla legge.
Determinante è il timing: integrare in un’unica scaletta le operazioni societarie e quelle migratorie evita che l’una resti bloccata in attesa dell’altra.
Va detto con chiarezza che cosa lo Studio non è. Non siamo un commercialista e non curiamo la contabilità ordinaria dell’impresa: per gli adempimenti contabili e fiscali ricorrenti operiamo con commercialisti partner, che coordiniamo nell’interesse del cliente. Il nostro perimetro è quello della consulenza legale e strategica, dell’impostazione dell’operazione e della tutela degli interessi dell’imprenditore straniero.
Con il supporto dello Studio Legale Internazionale Boschetti, fare impresa in Italia da straniero diventa un percorso chiaro: un solo interlocutore, multilingue, che tiene insieme i fili societari, migratori e fiscali, così che tu possa dedicarti per intero alla crescita del tuo progetto.
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Sì. Un cittadino dell’Unione Europea può aprire una società in Italia senza restrizioni, alle stesse condizioni di un cittadino italiano. Un cittadino extra-UE può costituire la società, ma per assumere stabilmente il ruolo di socio operativo o amministratore e per vivere in Italia ha bisogno di un visto idoneo e del relativo permesso di soggiorno, ferma la verifica della condizione di reciprocità. In alternativa alla nuova società, l’azienda estera può aprire una filiale, una sede secondaria o un ufficio di rappresentanza.
Dipende dalla forma giuridica scelta. La Srl semplificata consente la costituzione con un capitale ridotto, anche di 1 euro, e oneri contenuti, la Srl ordinaria richiede un capitale più consistente, la Spa un capitale ancora maggiore, adeguato a progetti di portata ampia. Al capitale sociale si aggiungono gli oneri notarili, i diritti di iscrizione al Registro delle Imprese, i diritti camerali e i costi di consulenza legale e fiscale. Una stima realistica si costruisce solo a partire dalla forma societaria e dal progetto concreto.
L’apertura della partita IVA non è un adempimento isolato, ma l’esito di un percorso. Per il cittadino UE è possibile alle stesse condizioni del cittadino italiano. Per il cittadino extra-UE presuppone un titolo di soggiorno che autorizzi lo svolgimento dell’attività economica, tipicamente un permesso per lavoro autonomo, per investitori o per startup innovativa. Una volta presente il titolo idoneo, la partita IVA si richiede all’Agenzia delle Entrate contestualmente all’avvio dell’attività.
Le principali misure sono il regime degli impatriati per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia, e la flat tax per i nuovi residenti, le agevolazioni per le startup innovative (detrazioni sugli investimenti, esenzione da diritti camerali e bolli nei primi anni), gli incentivi legati al PNRR per ricerca e sviluppo, digitalizzazione e transizione ecologica, e i contributi rafforzati per gli investimenti nelle regioni del Sud. A queste si aggiunge la rete di convenzioni contro la doppia imposizione, che evita di pagare due volte le imposte sullo stesso reddito. L’effettiva applicabilità va verificata caso per caso.
La Srl semplificata (Srls) consente la costituzione con un capitale ridotto, anche 1 euro, e oneri ridotti, ed è la scelta tipica per chi avvia un’attività di dimensioni iniziali modeste e vuole contenere i costi di partenza. La Srl ordinaria richiede un capitale più elevato ma offre maggiore flessibilità nella redazione dello statuto e una struttura più adatta a progetti destinati a crescere, ad accogliere nuovi soci o a interfacciarsi con un gruppo estero. La scelta dipende dal capitale disponibile, dagli obiettivi di sviluppo e dal grado di personalizzazione della governance che il progetto richiede.

