Regime impatriati: come ridurre la tassazione se rientri o ti trasferisci in Italia
Chi sceglie di stabilirsi in Italia per lavoro, sia che si tratti di un cittadino italiano che rientra dopo anni all’estero, sia che si tratti di un professionista straniero, ha oggi a disposizione uno strumento fiscale altamente vantaggioso: il regime degli impatriati.
Questa misura si inserisce in un’ottica di fiscalità attrattiva, pensata per incentivare il trasferimento in Italia e offrire agevolazioni fiscali per rientro in Italia e per nuove residenze. In questo scenario, molti valutano concretamente trasferirsi in Italia e il relativo regime fiscale, cercando soluzioni sostenibili e legalmente solide.
Vediamo in modo chiaro e operativo come funziona il regime degli impatriati, chi può beneficiarne, per quanto tempo e quali vantaggi fiscali comporta.
A chi è destinato il regime impatriati 2024
Il regime fiscale agevolato per impatriati è rivolto a lavoratori che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a partire dal 1° gennaio 2024.
Possono beneficiarne:
- lavoratori dipendenti,
- assimilati ai dipendenti,
- lavoratori autonomi.
Sono inclusi anche i titolari di reddito d’impresa, ma con regole specifiche.
Requisiti di accesso (nuovo regime 2024)
Per accedere al regime impatriati è necessario:
- non essere stati fiscalmente residenti in Italia nei 3 periodi d’imposta precedenti al trasferimento;
- trasferire la residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2 del TUIR e impegnarsi a restarvi per almeno 5 anni;
- svolgere la propria attività lavorativa prevalentemente in Italia, per un soggetto diverso dal datore di lavoro estero precedente e non appartenente allo stesso gruppo (salvo eccezioni);
- essere in possesso di una qualifica di “elevata qualificazione o specializzazione”, come definite dal D.lgs. 108/2012 e 206/2007.
Attenzione: se il lavoratore rientra per lavorare con lo stesso datore estero o con società dello stesso gruppo, il periodo minimo di residenza all’estero sale a 6 o 7 anni, a seconda dei casi.
Vantaggi fiscali del regime impatriati
Il reddito di lavoro prodotto in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del suo ammontare, entro un massimo di 600.000 euro annui.
Il beneficio si applica per 5 periodi d’imposta.
È prevista una riduzione al 40% della base imponibile (quindi tassazione solo sul 40%) in presenza di almeno un figlio minorenne o a carico, a condizione che risieda in Italia durante il periodo agevolato.
È ammessa l’estensione per ulteriori 3 anni se:
- il contribuente acquista un’unità immobiliare in Italia adibita ad abitazione principale nei 12 mesi precedenti o successivi al trasferimento;
- oppure ha almeno un figlio.
In tali casi, la tassazione agevolata continua con le stesse percentuali.
Va ricordato, infine, che:
- non è più ammesso il regime in caso di smart working per un datore di lavoro estero (stesso di prima).
- I professionisti sportivi seguono regole specifiche.
- È richiesta una valutazione non fiscale per verificare il possesso dei requisiti di “elevata qualificazione o specializzazione”.
Come attivare il regime impatriati
Per accedere al regime è necessario rispettare determinati requisiti e seguire una procedura specifica:
- Trasferire la residenza anagrafica e fiscale in Italia, mantenendola per almeno due anni.
- Svolgere un’attività lavorativa in Italia, con contratto di lavoro dipendente o attività autonoma con partita IVA.
- Presentare una richiesta formale all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro (in caso di lavoro dipendente), allegando la documentazione che attesti la residenza estera e il rientro in Italia.
È importante gestire con attenzione anche la parte contrattuale e previdenziale, soprattutto per i liberi professionisti e imprenditori expat che intendono strutturare in modo efficiente il proprio rientro.
Una scelta fiscale che richiede consapevolezza
Il regime degli impatriati rappresenta oggi una delle leve più efficaci per attrarre talenti e professionisti in Italia. Con il giusto approccio, può trasformarsi in una reale opportunità di ottimizzazione fiscale e stabilità professionale.
Chi valuta un trasferimento in Italia con l’intenzione di accedere a agevolazioni fiscali per rientro o nuova residenza, ha l’opportunità concreta di ottenere un vantaggio economico significativo grazie alla tassazione agevolata impatriati. Tuttavia, per non incorrere in errori o interpretazioni scorrette, è consigliabile affidarsi a chi ha esperienza nella gestione di questi percorsi complessi.
Esistono professionisti che ogni giorno assistono lavoratori qualificati, liberi professionisti e investitori nella corretta applicazione delle misure più adatte. Valutazioni personalizzate e strategie su misura possono fare la differenza. E sapere di poter contare su chi conosce a fondo queste dinamiche è, per molti, un punto di partenza fondamentale.

Avv. Federico Migliaccio
Avvocato, Foro di Roma · Studio Legale Internazionale Boschetti
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2017. Dal 2022 membro dello Studio Legale Internazionale Boschetti, si occupa di diritto dell’immigrazione con focus su residenza elettiva, visto per investitori e riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Albo Avvocati di Roma
Laurea LUISS Guido Carli
Diritto dell’Immigrazione
Cittadinanza Iure Sanguinis
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