Carta Blu UE in Italia: requisiti, soglia di reddito e tempi dopo la riforma
Per un professionista qualificato che non appartiene all’Unione europea, la Carta Blu UE è oggi la via più lineare per lavorare in Italia con un contratto di livello elevato. La riforma che ha recepito la direttiva europea del 2021 ha reso il titolo più accessibile e più flessibile: requisiti più chiari, soglia di reddito ancorata ai dati ISTAT, tempi certi per il nulla osta. Vediamo cosa serve, quanto si deve guadagnare e che cosa cambia per la famiglia.
Che cos’è la Carta Blu UE e a chi si rivolge
La Carta Blu UE è un permesso di soggiorno per lavoro subordinato altamente qualificato. Non è legata alle quote annuali del decreto flussi: l’ingresso avviene fuori quota, per tutto l’anno, senza attendere i click day. Si rivolge a chi riceve da un datore di lavoro italiano un contratto o un’offerta vincolante per un impiego che richiede competenze elevate, nella maggior parte dei casi un titolo di istruzione superiore.
In Italia la disciplina si trova nell’articolo 27 quater del Testo unico sull’immigrazione, riscritto dal decreto legislativo 152 del 2023 per dare attuazione alla direttiva (UE) 2021/1883. Il quadro è comune agli Stati membri, ma ogni Paese fissa la propria soglia retributiva e le proprie procedure: per questo conviene sempre ragionare sulla normativa italiana e sui dati aggiornati alla data della domanda.
Chi ne trae il massimo vantaggio sono soprattutto ingegneri, specialisti IT, medici e ricercatori, manager e professionisti del settore finanziario che si trasferiscono per un incarico stabile. Ma il titolo interessa anche le aziende italiane che vogliono assumere talenti dall’estero con una procedura prevedibile.
I requisiti: titolo, contratto e retribuzione
Il primo requisito riguarda la qualifica. Di regola serve un titolo di istruzione superiore di livello terziario, almeno triennale, riconosciuto secondo le regole italiane. Per le professioni del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione la direttiva ammette, in alternativa, un’esperienza professionale di almeno tre anni maturata negli ultimi sette. Per le professioni regolamentate occorre anche l’abilitazione richiesta in Italia.
Il secondo requisito è il rapporto di lavoro: un contratto o un’offerta vincolante di durata non inferiore a sei mesi, per un impiego altamente qualificato.
Il terzo requisito è la retribuzione. Lo stipendio annuo lordo deve essere almeno pari a quello previsto dal contratto collettivo di riferimento e non inferiore alla retribuzione media annua rilevata dall’ISTAT. Secondo l’ultimo dato disponibile allo Studio questa soglia è di circa 35.500 euro lordi annui; il valore puntuale va però verificato alla data della domanda. Per i neolaureati, con titolo conseguito da non più di tre anni, e per alcune professioni nei settori in carenza di personale, la soglia può essere ridotta all’80 per cento.
La procedura e i tempi del nulla osta
La domanda di nulla osta la presenta il datore di lavoro allo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura competente. La normativa prevede che il nulla osta sia rilasciato entro trenta giorni dalla domanda. Per i datori di lavoro che hanno sottoscritto con il Ministero dell’interno il protocollo d’intesa previsto dalla legge, la procedura è ancora più snella e si basa in larga parte sulle verifiche già svolte dall’azienda.
Ottenuto il nulla osta, il lavoratore chiede il visto d’ingresso per lavoro alla rappresentanza diplomatica italiana nel proprio Paese. Entro otto giorni dall’arrivo in Italia si presenta allo Sportello unico per la firma del contratto di soggiorno e poi si avvia la richiesta del permesso di soggiorno Carta Blu.
Il permesso ha durata biennale se il contratto è a tempo indeterminato; negli altri casi dura quanto il rapporto di lavoro più tre mesi. Nei primi dodici mesi il titolare resta legato al datore di lavoro che lo ha assunto, dopodiché la mobilità professionale diventa più ampia.
Famiglia, mobilità in Europa e lungo periodo
Uno dei punti di forza della Carta Blu è la tutela della famiglia. Il ricongiungimento con coniuge e figli è agevolato e non richiede un periodo minimo di soggiorno: i familiari possono raggiungere il titolare fin dall’inizio, con un permesso di soggiorno per motivi familiari che consente anche di lavorare.
La Carta Blu apre inoltre le porte dell’Europa. Il titolare può svolgere attività lavorative di breve durata in altri Stati membri, fino a novanta giorni su centottanta, e dopo dodici mesi di soggiorno regolare può trasferirsi in un altro Stato membro con una procedura semplificata.
Infine, gli anni trascorsi con la Carta Blu contano per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, con regole di favore per chi ha soggiornato in più Stati membri. Per un professionista che intende costruire in Italia un progetto di vita, è il primo passo di un percorso stabile.
Come possiamo aiutarla
Lo Studio Legale Internazionale Boschetti assiste dal 2008 professionisti e aziende nei percorsi di mobilità internazionale. Verifichiamo i requisiti del candidato e del datore di lavoro, prepariamo la domanda di nulla osta, seguiamo il visto e il permesso di soggiorno e pianifichiamo il ricongiungimento della famiglia.
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Avv. Federico Migliaccio
Avvocato, Foro di Roma · Studio Legale Internazionale Boschetti
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2017. Dal 2022 membro dello Studio Legale Internazionale Boschetti, si occupa di diritto dell’immigrazione con focus su residenza elettiva, visto per investitori e riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Albo Avvocati di Roma
Laurea LUISS Guido Carli
Diritto dell’Immigrazione
Cittadinanza Iure Sanguinis
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