Mobilità internazionale dal Pakistan all’Italia: come sbloccare l’appuntamento per il visto studenti
Ogni giorno, cittadini di diversi Paesi del Pakistan denunciano l’estrema difficoltà a ottenere l’appuntamento presso l’Ambasciata Italiana per presentare la domanda di visto d’ingresso per l’Italia, specificamente per motivi di studio: questa è una situazione allarmante, che configura una discriminazione per cittadini di determinate nazionalità, che, a differenza di altri, si vedono pregiudicati nel loro diritto, per lo meno a sognare, una carriera di studi in Italia.
Studiare in Italia: un sogno che va oltre l’università
Studiare in Italia, infatti, non è soltanto una tappa accademica, ma rappresenta per moltissimi giovani pakistani un vero e proprio progetto di vita. L’Italia, con la sua tradizione culturale e universitaria secolare, le sue università prestigiose, come l’Università di Trieste, quella di Pavia o la Milano Bicocca, è vista come una destinazione in grado di aprire le porte a carriere internazionali e a un futuro di crescita personale e professionale. Peccato che questo sogno rischia troppo spesso di infrangersi contro un ostacolo burocratico che sembra insormontabile: l’impossibilità di fissare un appuntamento presso il Consolato Italiano in Pakistan per presentare la domanda di visto per studio.
Negli ultimi anni, la frase “appointment not available” è diventata una barriera invisibile ma potentissima, capace di bloccare centinaia di studenti meritevoli. Ragazzi e ragazze già ammessi in atenei italiani, con la documentazione completa e pronta, si trovano paralizzati da un sistema che non consente loro di compiere il passo decisivo. Le conseguenze sono devastanti: mesi di attesa estenuante, ansia crescente e, soprattutto, il rischio concreto di perdere l’intero anno accademico. Dunque, non si tratta solo di burocrazia, ma della frustrazione di vedere svanire anni di preparazione e investimenti. È in questo contesto che l’assistenza di professionisti esperti diventa non solo utile, ma indispensabile..
Diffide stragiudiziali o ricorso al TAR?
Quando uno studente pakistano non riesce a prenotare un appuntamento presso l’Ambasciata italiana per presentare la domanda di visto per studio, è naturale chiedersi quale sia il rimedio più efficace per sbloccare la situazione. Nella pratica, molti studenti iniziano con l’invio di solleciti e diffide all’Ambasciata. Si tratta di comunicazioni formali con cui si richiede all’Amministrazione di consentire la prenotazione dell’appuntamento o di fornire una risposta alla situazione di stallo.
Tuttavia, è importante comprendere i limiti di questi strumenti. Le diffide stragiudiziali non hanno efficacia coercitiva e non obbligano l’Amministrazione ad adottare alcun provvedimento. Inoltre, vengono rivolte alla stessa autorità che non ha ancora risolto il problema. In altre parole, il sollecito viene esaminato dalla medesima Amministrazione che ha determinato la situazione di inerzia, senza il coinvolgimento di alcun soggetto terzo e imparziale incaricato di verificarne la legittimità. L’Ambasciata può decidere di prendere in considerazione la richiesta, ma può anche non fornire alcun riscontro, senza che la diffida produca effetti giuridici immediatamente vincolanti.
Il ricorso al TAR del Lazio per ottenere l’appuntamento per il visto per studio si colloca su un piano completamente diverso. Si tratta dell’unico strumento previsto dall’ordinamento italiano per reagire in modo effettivo all’inerzia della Pubblica Amministrazione, trasferendo la questione dalla sfera amministrativa a quella giurisdizionale. Attraverso il ricorso, la vicenda non viene più sottoposta all’attenzione dell’ufficio che non ha agito, ma a un giudice amministrativo indipendente, chiamato a valutare il comportamento dell’Amministrazione e il rispetto dei principi di legalità, buon andamento ed efficienza dell’azione amministrativa.
Proprio per questo motivo, il ricorso al TAR rappresenta la forma di tutela più incisiva a disposizione dello studente. L’Amministrazione è costretta a confrontarsi con un procedimento giudiziario e con il rischio di una pronuncia sfavorevole, oltre alla possibile condanna alle spese processuali. Nel nostro Studio, eventuali attività stragiudiziali vengono considerate esclusivamente come strumenti preparatori e di supporto, mentre la tutela realmente efficace resta quella offerta dal ricorso al giudice amministrativo, unico soggetto dotato del potere di intervenire nei confronti dell’inerzia della Pubblica Amministrazione.
Vi presentiamo “PASS”: la nostra soluzione per ottenere l’appuntamento per il visto per studio
Sebbene nessun avvocato possa garantire il rilascio di un appuntamento da parte dell’Ambasciata italiana, poiché la relativa decisione appartiene esclusivamente all’Amministrazione, esiste uno strumento giuridico che consente allo studente di reagire all’inerzia amministrativa e di sottoporre la questione al controllo di un giudice. Da questa esigenza nasce P.A.S.S. – Press for Appointment Student Service, un servizio sviluppato dal nostro Studio per assistere gli studenti pakistani che, pur essendo stati ammessi a un’università italiana, non riescono a ottenere un appuntamento per presentare la domanda di visto per studio.Il servizio PASS è costruito attorno al ricorso individuale al TAR del Lazio, che rappresenta l’unico rimedio previsto dall’ordinamento italiano contro il silenzio e l’inerzia della Pubblica Amministrazione. Le diffide stragiudiziali, infatti, non hanno efficacia coercitiva e vengono rivolte alla stessa Amministrazione che non ha ancora provveduto. Per questo motivo, la tutela realmente efficace è quella che trasferisce la questione davanti a un giudice amministrativo indipendente.
È importante chiarire un aspetto che genera spesso confusione. I ricorsi non possono essere collettivi. Il TAR Lazio, Sezione Quinta Quater, con la sentenza n. 13582/2025 del 15 dicembre 2025, pronunciata proprio in una controversia riguardante la mancata fissazione di appuntamenti per visti di studio presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato congiuntamente da più studenti. Il Tribunale ha affermato che le azioni contro il silenzio amministrativo devono essere valutate sulla base delle specifiche circostanze di ciascun richiedente, poiché ogni procedura è autonoma e presenta elementi fattuali differenti. Di conseguenza, la semplice circostanza che più studenti si trovino nella medesima situazione non consente di proporre un unico ricorso.
Per questa ragione, ogni pratica viene seguita individualmente e ogni eventuale ricorso viene predisposto e depositato separatamente.
Operativamente, il servizio si sviluppa in due momenti.
In una prima fase, dopo aver ricevuto la documentazione necessaria e la procura alle liti, lo Studio analizza la posizione dello studente e predispone il ricorso. Prima di procedere alla sua notifica, viene inviata all’Ambasciata una diffida formale, che rappresenta l’ultimo tentativo di ottenere spontaneamente la fissazione dell’appuntamento senza dover instaurare il giudizio. La diffida non costituisce uno strumento autonomo di tutela, ma un passaggio preliminare finalizzato a consentire all’Amministrazione di provvedere prima dell’avvio del contenzioso.
Qualora l’Ambasciata non risponda oppure non conceda l’appuntamento entro il termine indicato, si passa alla seconda fase, consistente nella notifica e nel deposito del ricorso individuale al TAR del Lazio. Da quel momento la questione viene sottoposta a un giudice amministrativo terzo e indipendente, che potrà valutare la legittimità dell’inerzia dell’Amministrazione.
La nostra esperienza dimostra che l’avvio dell’azione giudiziaria costituisce spesso un forte incentivo per l’Amministrazione a prendere in carico la pratica. Nel corso del 2025, i ricorsi promossi dal nostro Studio per casi analoghi si sono conclusi con la cessazione della materia del contendere, poiché gli studenti avevano ottenuto l’appuntamento prima della data fissata per l’udienza. Questo dato non costituisce una garanzia di risultato per i casi futuri, ma evidenzia come il controllo giurisdizionale rappresenti uno strumento particolarmente incisivo per superare situazioni di stallo amministrativo.
L’incarico professionale viene conferito mediante una procura speciale alle liti in formato bilingue, italiano e inglese, predisposta direttamente dal nostro Studio. La procura deve essere sottoscritta davanti a un Notaio Pubblico in Pakistan e successivamente apostillata ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1961, affinché possa essere utilizzata validamente davanti ai tribunali italiani.
In concreto, il cliente ci trasmette via e mail una copia digitale della procura sottoscritta davanti al Notaio Pubblico e la prova del pagamento degli onorari. Questo ci consente di iniziare immediatamente la preparazione della pratica senza attendere il completamento della procedura di Apostille. Successivamente, il cliente dovrà inviare l’originale apostillato presso il nostro Studio a Roma mediante corriere internazionale.
Le fasi operative del programma PASS sono quindi le seguenti:
- Invio della documentazione necessaria, tra cui passaporto, lettera di ammissione universitaria, final summary del portale BLS, eventuali comunicazioni con l’università o con l’Ambasciata, screenshot dei tentativi di prenotazione e documentazione relativa alle scadenze di immatricolazione.
- Invio al cliente del testo della procura speciale alle liti e del contratto professionale. Il cliente restituisce la copia del contratto firmata via email.
- Sottoscrizione della procura davanti a un Notaio Pubblico in Pakistan e invio della copia digitale allo Studio.
- Analisi della pratica, predisposizione del ricorso e invio della diffida formale all’Ambasciata quale ultimo tentativo di evitare il procedimento giudiziario.
- Invio allo Studio dell’originale della procura debitamente apostillata.
- In assenza di riscontro favorevole da parte dell’Ambasciata, notifica e deposito del ricorso individuale presso il TAR del Lazio.
Un’ultima precisazione è fondamentale. Il servizio PASS riguarda esclusivamente l’ottenimento dell’appuntamento necessario per presentare la domanda di visto per studio. Il ricorso non ha ad oggetto il rilascio del visto e non incide sul potere dell’Ambasciata di valutare la domanda nel merito. L’Amministrazione conserva integralmente la propria discrezionalità nel verificare la documentazione prodotta e nel decidere se concedere o negare il visto richiesto. L’assistenza relativa alla procedura consolare successiva, alla preparazione della pratica di visto o all’eventuale impugnazione di un diniego non rientra nel servizio PASS e richiede il conferimento di uno specifico e separato incarico professionale.
Perché affidarsi a un team legale esperto
Bisogna essere chiari: ogni errore, ogni ritardo, ogni scelta improvvisata può compromettere questo progetto. Affidarsi al caso o cercare soluzioni fai-da-te espone al rischio concreto di perdere tempo prezioso e di vedere sfumare l’occasione della vita. Ed è proprio in questa fragilità del percorso che si inserisce il valore di un supporto legale e organizzativo qualificato.
In un contesto in cui la burocrazia può rallentare o addirittura bloccare un percorso di vita, la differenza la fa chi conosce a fondo le procedure e sa come intervenire in modo mirato ed efficace. ItalyVisaInvestments, come unit specializzata del nostro Studio Legale Internazionale Boschetti, è stata creata proprio per occuparsi delle esigenze di mobilità internazionale. La nostra competenza nel diritto dell’immigrazione, maturata in quasi vent’anni di esperienza, ci ha permesso di sviluppare strategie concrete per sbloccare situazioni intricate, come quella degli appuntamenti negati presso l’Ambasciata Italiana in Pakistan. Non parliamo di teoria, ma di risultati concreti ottenuti per decine di studenti che, grazie al nostro intervento, hanno potuto avviare il loro percorso accademico in Italia senza ulteriori ritardi.
Il metodo PASS è chiaro, strutturato e costruito attorno agli strumenti di tutela effettivamente previsti dall’ordinamento italiano.
1. Ricorso individuale e tutela personalizzata
Ogni pratica viene analizzata singolarmente e ogni eventuale ricorso viene predisposto sulla base della situazione concreta dello studente. Questa impostazione non è una scelta organizzativa dello Studio, ma una conseguenza dell’orientamento espresso dal TAR Lazio, secondo cui le controversie relative al silenzio dell’Amministrazione in materia di appuntamenti per i visti devono essere trattate individualmente, poiché ogni posizione presenta presupposti di fatto e documentazione propri.
2. Diffida preventiva
Prima dell’avvio del giudizio, lo Studio invia una diffida formale all’Ambasciata italiana. Si tratta di un ultimo tentativo di ottenere spontaneamente la fissazione dell’appuntamento ed evitare il contenzioso. La diffida non ha efficacia coercitiva e non obbliga l’Amministrazione a provvedere, ma consente di rappresentare formalmente la posizione dello studente e l’imminente instaurazione del procedimento davanti al TAR.
3. Azione davanti al TAR Lazio
Se l’Ambasciata non concede l’appuntamento entro il termine assegnato nella diffida, lo Studio procede con il ricorso individuale al TAR del Lazio. È questo il passaggio centrale del metodo PASS. La controversia non viene più sottoposta all’attenzione dell’Amministrazione inadempiente, ma viene portata davanti a un giudice amministrativo indipendente, l’unico soggetto che l’ordinamento italiano autorizza a sindacare l’inerzia della Pubblica Amministrazione.
L’esperienza dimostra che la prospettiva di una decisione giudiziale costituisce spesso un forte incentivo affinché l’Amministrazione prenda in carico la pratica e la definisca prima dell’udienza.
4. Focus esclusivo sull’ottenimento dell’appuntamento
Il servizio PASS è dedicato esclusivamente ai casi in cui lo studente non riesce ad accedere alla procedura di richiesta del visto a causa dell’impossibilità di ottenere un appuntamento presso l’Ambasciata. Il ricorso mira a tutelare il diritto dello studente a presentare la propria domanda, soprattutto quando le scadenze universitarie sono imminenti, il sistema di prenotazione risulta inutilizzabile o l’Amministrazione non fornisce alcun riscontro.
È importante precisare che PASS non riguarda il merito della domanda di visto. L’Ambasciata conserva integralmente il proprio potere di valutare la documentazione presentata e di accogliere o respingere l’istanza secondo la normativa vigente.
In sintesi, PASS è un servizio legale costruito attorno all’unico strumento di tutela effettiva previsto dall’ordinamento contro l’inerzia amministrativa: il ricorso individuale al TAR del Lazio, preceduto da una diffida finalizzata a consentire all’Amministrazione di provvedere spontaneamente prima dell’instaurazione del giudizio.

Avv. Federico Migliaccio
Avvocato, Foro di Roma · Studio Legale Internazionale Boschetti
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2017. Dal 2022 membro dello Studio Legale Internazionale Boschetti, si occupa di diritto dell’immigrazione con focus su residenza elettiva, visto per investitori e riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Albo Avvocati di Roma
Laurea LUISS Guido Carli
Diritto dell’Immigrazione
Cittadinanza Iure Sanguinis
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