Residenza Elettiva e Ricongiungimento Familiare
Il visto per residenza elettiva può essere chiesto anche per alcuni dei familiari per i quali è possibile chiedere il ricongiungimento familiare.
In particolare, anche al coniuge convivente, ai figli minori ed ai figli maggiorenni conviventi ed a carico potrà essere rilasciato il visto per residenza elettiva, ed il conseguente relativo permesso di soggiorno per residenza elettiva, a condizione che le capacità finanziarie del richiedente siano giudicate adeguate anche per questi ultimi.
Pertanto, nel caso in cui il richiedente intenda richiedere anche per il proprio nucleo familiare il rilascio del“visto per residenza elettiva, l’ammontare delle risorse economiche dovrà essere maggiorato, indicativamente, di un 20% per il coniuge e di almeno un 5% per ogni figlio, sia quest’ultimo minorenne o maggiorenne a carico.
È opportuno precisare che, con riferimento agli altri familiari per i quali lo straniero titolare di regolare permesso di soggiorno per residenza elettiva di durata non inferiore ad un anno può chiedere il ricongiungimento (i genitori a carico qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero i genitori ultrasessantacinquenni qualora gli altri figli – ove esistenti – siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute), non sarà possibile chiedere ed ottenere il rilascio di un visto ma si dovrà seguire l’ordinaria procedura per il ricongiungimento familiare.

Cosa fare per chi arriva con il visto per ricongiungimento
Chi arriva in Italia con il visto per ricongiungimento familiare deve richiedere, entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio dello Stato italiano, il relativo permesso di soggiorno.
Requisiti per ottenere il visto per residenza elettiva
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la disponibilità di un’abitazione in Italia, di proprietà o in locazione, da eleggere quale propria residenza elettiva;
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il possesso di ampie risorse economiche autonome, stabili e regolari, di cui si possa ragionevolmente supporre la continuità nel futuro, che provengano da fonti diverse dal lavoro subordinato e siano approssimativamente non inferiori ad € 31.000 all’anno.

Cos’è la Residenza Elettiva
Con il visto per residenza elettiva lo straniero che vuole stabilirsi in Italia, ed è in grado di mantenersi autonomamente senza esercitare alcuna attività lavorativa sul territorio nazionale, può eleggere la propria residenza in Italia e quivi rimanere per un soggiorno di lunga durata.
Cos’è il ricongiungimento familiare e come funziona
La procedura di ricongiungimento familiare si articola in due fasi.
La prima fase è di competenza della Prefettura del luogo in cui lo straniero regolarmente in Italia risiede, la quale esamina la domanda di nulla osta al ricongiungimento (che va presentata telematicamente) e verifica il possesso dei requisiti previsti dalla legge.
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di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti Uffici comunali;
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di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.
Se è tutto in regola, la Prefettura rilascia il nulla osta che viene trasmesso direttamente alla Rappresentanza diplomatica o consolare d’Italia nel Paese in cui si trova il familiare con il quale lo straniero chiede il ricongiungimento, dinanzi alla quale il familiare dovrà poi richiedere personalmente, entro 6 mesi dalla data di rilascio del nulla osta, il visto d’ingresso.
Scenari tipici / Casi studio
Gli scenari tipici sono stati elaborati da una fusione delle fattispecie più significative di immigrazione corporate che lo Studio tratta abitualmente, al fine di creare un caso strutturato e complesso, utile al lettore per orientarsi nella gestione del proprio caso personale. I casi studio illustrano invece vicende singole, realmente trattate, con dati e dettagli anonimizzati per garantire la riservatezza dei clienti.
Professionista USA sceglie l’Italia: residenza elettiva ottenuta e futuro pianificato
Professionista americana ottiene il visto per residenza elettiva mantenendo i legami con gli USA. Assistenza integrata dalla strategia legale alla ricerca dell’immobile.
Artista lirico USA ottiene il nulla osta in 7 giorni
Artista operistico americano con contratti già sottoscritti presso un teatro italiano. Nulla osta al lavoro autonomo ottenuto in tempi urgenti per rispettare gli impegni professionali.
Cliente USA acquista immobile a Roma: compravendita sicura
Cittadina americana assistita nell’acquisto di un immobile a Roma. Criticità urbanistiche e vincoli contrattuali identificati e risolti prima della firma, operazione conclusa tramite procura notarile.
Diniego del visto per residenza elettiva: ricorso al TAR ribalta la decisione del Consolato
Cittadino sudafricano con patrimonio immobiliare internazionale e rendite documentate. Visto per residenza elettiva negato dal Consolato di San Paolo con motivazione generica: ricorso al TAR per il Lazio.
Trasferirsi in Italia per lavoro qualificato: il caso di successo di un professionista del settore tech
Consulente tecnologico dal Regno Unito con nuova collaborazione presso società internazionale a Milano. Canale d’ingresso per professionista extra-UE, visto per lavoro qualificato, permesso di soggiorno e relocation completa.
Investitore americano: da New York a una villa in Toscana
Operazione immobiliare cross-border con relocation completa. Acquisto proprietà di pregio, posizione fiscale, residenza e iscrizione sanitaria gestiti a distanza.
Coppia canadese: proprietà per il ritiro in Puglia
Da Toronto alla Valle d’Itria. Acquisto masseria con criticità catastali, regime flat tax 7% sulle pensioni estere, visto per residenza elettiva e transizione sanitaria.
Imprenditore britannico: apertura attività a Milano
Post-Brexit, un imprenditore tech londinese apre sede operativa a Milano. Percorso migratorio da extracomunitario, costituzione società e pianificazione fiscale.
Pensionato svizzero: regime flat tax 7% nel Sud Italia
Dirigente bancario da Zurigo alla Calabria. Gestione pilastro previdenziale svizzero, Convenzione Italia-Svizzera e cancellazione dal registro contribuenti cantonale.
Coppia americana: progetto di ritiro in Abruzzo con visto e flat tax
Dal Connecticut all’Abruzzo. Visto per residenza elettiva, flat tax 7% coordinata con obblighi IRS e FATCA, transizione da Medicare al SSN italiano.
Coppia tedesca: da Monaco di Baviera a Tropea
Pensionati ingegneri dal settore automotive bavarese. Gestione pensione a più livelli, Convenzione Italia-Germania e regime agevolato 7%.
Startup tech: apertura filiale italiana per il mercato EU
SaaS dalla Bay Area apre sede a Milano. SRL startup innovativa, Carta Blu UE per il team, transfer pricing, regime impatriati e conformità GDPR.
Brand di moda: ufficio di rappresentanza a Milano
Brand premium newyorkese apre presidio a Milano. Strutturazione per evitare stabile organizzazione, trasferimento direttrice creativa e gestione showroom.
Azienda manifatturiera: trasferimenti ICT in Italia
Multinazionale giapponese trasferisce 3 figure chiave in Piemonte. Permessi ICT per manager e specialista, coordinamento consolare e regime impatriati per tutti i dipendenti.
Come lo Studio Legale Internazionale Boschetti può far ottenere la Residenza Elettiva e il Ricongiungimento Familiare

Lo Studio Legale Internazionale Boschetti assiste il Cliente nella procedura di richiesta del visto per residenza elettiva, svolgendo un’attività di consulenza al fine di identificare la lista dei documenti che occorre allegare alla richiesta e, una volta raccolti detti documenti, controllando che la lista sia completa e che siano state rispettate tutte le formalità di legge, nonché predisponendo il modulo di richiesta ed aiutando il Cliente nel confezionamento del fascicolo.
Quanto al “ricongiungimento familiare” per i componenti del nucleo familiare per i quali non è possibile chiedere il rilascio di un visto per residenza elettiva, lo Studio Legale Internazionale Boschetti assiste il Cliente in entrambe le fasi, ovvero nella richiesta del nulla osta dinanzi alla Prefettura del luogo di residenza e poi, una volta ottenuto il nulla osta, del successivo visto d’ingresso dinanzi alla competente Rappresentanza diplomatica o consolare d’Italia nel Paese di origine o di residenza del familiare straniero.
Al fine di ottenere il visto per residenza elettiva, è necessario predisporre al meglio la documentazione da allegare alla domanda, con cui il richiedente prova il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Analogamente, anche per ottenere il ricongiungimento familiare, è fondamentale presentare una documentazione completa e chiara, sulla base della quale sia inequivocabilmente dimostrata la sussistenza dei requisiti di legge.
È pertanto indispensabile l’assistenza di uno Studio Legale che possa documentare un’esperienza consolidata in diritto dell’immigrazione e una competenza specifica con i benefici riservati agli stranieri che possono usufruire del ricongiungimento familiare.
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Tel: + 39 – 06 889 21971
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La provenienza dei fondi si dimostra con documentazione bancaria e finanziaria che attesti titolarità, disponibilità, trasferibilità e origine lecita del capitale: estratti conto recenti (generalmente ultimi 3 mesi), certificazioni dell’istituto finanziario e documenti che comprovino la fonte dei fondi (redditi, vendita di beni, donazioni o altre operazioni tracciabili).
Per il visto investitori italiano (minimo 500.000 euro in società o 250.000 euro in startup innovativa), la documentazione deve essere in italiano o inglese (o tradotta certificata) e verificabile. Le autorità effettuano controlli antiriciclaggio e richiedono anche la prova dell’assenza di condanne penali e della liceità dei fondi.
No, l’acquisto di un immobile in Italia non dà automaticamente diritto al permesso di soggiorno. Lo straniero extracomunitario può acquistare liberamente, se sussiste il requisito della reciprocità, ma per risiedere in Italia serve un titolo di soggiorno autonomo: residenza elettiva, visto investitori, lavoro o altro motivo previsto dalla legge.
L’immobile di proprietà è però un requisito utile per diverse tipologie di permesso, in particolare per la residenza elettiva. Dimostra il radicamento nel territorio e soddisfa il requisito dell’alloggio, oltre a far desumere l’ampiezza delle risorse disponibili. L’acquisto va quindi inserito in una strategia migratoria complessiva.
Lo straniero paga le stesse imposte di un cittadino italiano: imposta di registro del 9% o ridotta al 2%, se sussistono i requisiti del beneficio “prima casa”), IVA al 4% o 10% se acquista da costruttore. Si aggiungono imposta ipotecaria e catastale (200 euro ciascuna per prima casa).
L’agevolazione prima casa è accessibile anche allo straniero, a condizione che stabilisca la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Il regime fiscale per neo-residenti o impatriati può offrire ulteriori vantaggi sull’imposizione dei redditi esteri.
Non esiste un importo minimo fissato per legge. Il consolato valuta caso per caso la capacità del richiedente di mantenersi senza lavorare in Italia. Nella prassi, un reddito annuo da fonti passive (pensione, rendite, dividendi) di almeno 31.000 euro per il richiedente singolo è considerato sufficiente, con incremento per familiari a carico.
La residenza elettiva è destinata a chi intende trasferirsi in Italia senza svolgere attività lavorativa. L’immobile di proprietà o un contratto di affitto a lungo termine rafforzano la domanda. La dimostrazione delle fonti di reddito passive è il requisito centrale.
L’ufficio di rappresentanza non svolge attività commerciale in Italia: promuove, raccoglie informazioni e cura i rapporti con clienti e fornitori senza concludere contratti. Non configurando stabile organizzazione, non genera reddito imponibile in Italia e non è soggetto a IRES né a IVA sulle operazioni.
I vantaggi: presenza fisica nel mercato italiano senza imposizione fiscale diretta, costi di avviamento contenuti, nessun obbligo di bilancio autonomo. Gli obblighi: iscrizione al REA della Camera di Commercio, tenuta dei registri contabili per le spese sostenute, dichiarazione dei sostituti d’imposta per eventuali dipendenti.
I fondatori stranieri di startup innovative possono beneficiare della detrazione IRPEF del 30% (fino al 50% in alcuni casi) sugli investimenti nel capitale della società, del regime di vantaggio fiscale per neo-residenti e dell’esenzione dal pagamento dei diritti camerali e bolli per i primi 5 anni.
La startup deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese e rispettare i requisiti previsti dal D.L. 179/2012, il cui possesso è verificato anche dal Comitato Investor Visa for Italy. Quanto al canale migratorio, il visto investitori richiede un investimento minimo di 250.000 euro in startup innovativa.