Digital nomad australiano: visto e base operativa a Firenze
Caso-studio ipotetico elaborato sulla base della nostra esperienza con investitori internazionali, volto a illustrare il tipo di operazioni che lo Studio è in grado di strutturare e gestire per clienti con profilo analogo; lo scenario non si riferisce a un caso specifico effettivamente trattato.
Un software engineer australiano di trentaquattro anni, con una carriera consolidata nel settore fintech e contratti attivi con aziende di Sydney e Singapore, decide di trasferire la propria base operativa a Firenze. Un progetto che il nuovo visto per nomadi digitali italiano rende possibile dal 2024, ma che nella pratica solleva questioni tutt’altro che banali: la normativa australiana tassa il reddito mondiale se il contribuente resta resident for tax purposes; in caso di trasferimento all’estero, la tassazione australiana sul worldwide income può cessare solo se, secondo i criteri ATO, si perde la residenza fiscale.Il visto per nomadi digitali richiede la prova di un reddito minimo e di una copertura assicurativa sanitaria globale adeguata; la posizione contributiva tra i due Paesi, essendovi un accordo esistente ma parziale/limitato rispetto a tutte le esigenze (e non sostituisce una pianificazione contributiva e assicurativa), va gestita con attenzione per evitare lacune nella protezione previdenziale. Un trasferimento che, senza pianificazione, rischia di generare doppia imposizione e incertezza sulla copertura sanitaria e previdenziale.
Il Cliente
Un cittadino australiano di trentaquattro anni, residente a Melbourne, software engineer specializzato in sistemi di pagamento digitale con otto anni di esperienza nel settore fintech. Il suo profilo professionale era strutturato interamente in modalità remota: un contratto principale come independent contractor con una società fintech di Sydney, un secondo contratto di consulenza con una startup di Singapore e un portafoglio di micro-SaaS personali che generavano reddito passivo ricorrente tramite abbonamenti.
Il reddito complessivo annuo superava ampiamente la soglia minima richiesta dal visto per nomadi digitali. Il cliente non aveva mai risieduto in Italia né possedeva cittadinanza europea. La scelta di Firenze era maturata dopo periodi prolungati trascorsi in città nell’arco di due anni, motivata dalla qualità della vita, dalla posizione centrale in Europa per raggiungere i clienti di Singapore con un fuso orario intermedio e dalla presenza di una comunità internazionale consolidata nel settore tecnologico.
La sfida
Il trasferimento di un professionista australiano in Italia tramite il visto per nomadi digitali presenta complessità che si articolano su più piani: migratorio, fiscale e previdenziale.
Complessità migratoria
- Il visto per nomadi digitali, introdotto nel T.U. Immigrazione dal D.L. 4/2022 (conv. L. 25/2022) e reso operativo dal decreto attuativo del 29 febbraio 2024, è uno strumento relativamente nuovo nell’ordinamento italiano: la prassi applicativa è ancora in fase di consolidamento e le Questure non hanno una casistica ampia di precedenti
- Il requisito del reddito minimo deve essere documentato attraverso contratti, fatture e flussi bancari relativi a committenti esteri: nel caso di un freelancer con più clienti e redditi da SaaS, la documentazione richiede un’organizzazione specifica per dimostrare la continuità e l’adeguatezza del reddito
- L’attività deve essere svolta da remoto principalmente per soggetti o imprese non residenti in Italia; collaborazioni con soggetti italiani possono sollevare criticità rispetto ai presupposti del visto e richiedono valutazioni caso per caso
- L’assicurazione sanitaria globale richiesta deve coprire tutti i rischi sul territorio italiano per l’intera durata del soggiorno, con massimali adeguati e senza esclusioni territoriali
Complessità fiscale
- L’Australia applica il principio della residenza fiscale basato su un test multi-fattoriale (domicile test, 183-day test, superannuation test, resides test) gestito dall’Australian Taxation Office: la semplice partenza dal Paese non interrompe automaticamente la residenza fiscale, e il mantenimento di un conto bancario, di un lease o di un indirizzo in Australia può essere sufficiente a preservarla
- Alla luce della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Australia, l’allocazione del potere impositivo sui redditi da lavoro autonomo e sui redditi derivanti da attività digitali richiede un’analisi puntuale delle disposizioni convenzionali applicabili.
- Il regime forfettario italiano potrebbe essere applicabile al reddito da lavoro autonomo, ma la qualificazione dei diversi flussi (contractor fee, consulting fee, reddito da SaaS) richiede un’analisi sotto il profilo del codice ATECO e dei requisiti di accesso al regime
- I redditi da fonte singaporiana aggiungono una terza giurisdizione: Singapore adotta un sistema fiscale prevalentemente territoriale e generalmente non tassa redditi prodotti all’estero, salvo alcune ipotesi di rimessa nel Paese; il trattamento del reddito pagato da Singapore a un residente italiano va quindi analizzato anche alla luce della Convenzione Italia-Singapore
Complessità previdenziale e assicurativa
- L’Italia e l’Australia hanno un accordo bilaterale di sicurezza sociale, ma il suo ambito di applicazione è limitato e non copre tutte le fattispecie di lavoro autonomo transfrontaliero: la posizione contributiva del nomade digitale va analizzata per determinare gli obblighi in ciascun Paese
- Il superannuation australiano (il sistema pensionistico obbligatorio) prevede regole specifiche per i cittadini che cessano di essere residenti: la gestione del fondo accumulato e la possibilità di contribuzione volontaria dall’estero richiedono una pianificazione dedicata
- La transizione dalla copertura sanitaria australiana (Medicare) a una polizza privata globale conforme ai requisiti del visto deve essere gestita senza interruzioni nella protezione
La soluzione ItalyVisaInvestments.com
Lo Studio ha strutturato un percorso che partiva dalla pianificazione fiscale cross-border, elemento determinante per la sostenibilità economica del trasferimento, per poi coordinare l’iter migratorio e l’insediamento operativo a Firenze.
1. Pianificazione fiscale e strutturazione reddituale
- Analisi della residenza fiscale australiana e definizione della strategia di cessazione: mappatura di tutti gli indicatori di residenza (conti bancari, lease, iscrizioni, superannuation) e predisposizione di un piano di chiusura ordinata per soddisfare i criteri dell’ATO
- Analisi del trattamento fiscale di ciascuna fonte di reddito sotto le Convenzioni applicabili: reddito da contractor (Australia), reddito da consulting (Singapore), redditi passivi da SaaS (fonte multipla)
- Valutazione dell’accesso al regime forfettario italiano: identificazione del codice ATECO appropriato, verifica dei requisiti di fatturato e delle cause di esclusione, simulazione del carico fiscale comparativo tra tassazione ordinaria e forfettaria
- Strutturazione della fatturazione e dei flussi finanziari per garantire la piena tracciabilità dei pagamenti esteri e la corretta qualificazione ai fini del visto (strutturazione dei flussi finanziari per garantire la tracciabilità dei pagamenti esteri e la coerenza con i requisiti del visto, che presuppone attività svolta da remoto principalmente per committenti non residenti)
2. Iter migratorio
- Predisposizione della domanda di visto per nomadi digitali presso il Consolato d’Italia a Melbourne: raccolta e organizzazione della documentazione reddituale (contratti, fatture degli ultimi dodici mesi, estratti conto, dichiarazioni dei redditi australiane)
- Individuazione e stipula della polizza assicurativa sanitaria globale conforme ai requisiti normativi: copertura completa sul territorio italiano, massimali adeguati, inclusione di evacuazione medica e rimpatrio
- Assistenza nella fase consolare e coordinamento con la Questura di Firenze per la conversione del visto in permesso di soggiorno dopo l’ingresso in Italia
- Predisposizione della documentazione per il rinnovo: il permesso di soggiorno rilasciato dopo l’ingresso ha durata iniziale annuale ed è rinnovabile previa dimostrazione del mantenimento dei requisiti.
3. Insediamento operativo a Firenze
- Assistenza nella ricerca dell’alloggio: individuazione di un appartamento nel centro storico con connettività adeguata al lavoro remoto e contratto di locazione registrato, necessario per la residenza anagrafica
- Ottenimento del codice fiscale, apertura del conto corrente italiano e iscrizione anagrafica presso il Comune di Firenze
- Apertura della partita IVA con regime forfettario e iscrizione alla Gestione Separata INPS per gli obblighi contributivi italiani
- Attivazione delle utenze, orientamento sulla rete sanitaria privata convenzionata (in attesa dell’eventuale futura iscrizione al SSN, non automatica con il visto per nomadi digitali) e supporto logistico per l’insediamento
Il risultato
L’operazione si è sviluppata nell’arco di circa tre mesi, dalla consulenza iniziale all’insediamento operativo a Firenze con partita IVA attiva e primo ciclo di fatturazione completato.
- Visto per nomadi digitali ottenuto dal Consolato di Melbourne senza richieste integrative, grazie alla completezza della documentazione reddituale predisposta
- Permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Firenze nei tempi ordinari, con piena conformità ai requisiti normativi
- Cessazione della residenza fiscale australiana ottenuta presso l’ATO, con chiusura ordinata di tutti gli indicatori di residenza e conservazione del superannuation in modalità non-resident
- Regime forfettario attivato con il codice ATECO appropriato, con un carico fiscale complessivo potenzialmente inferiore rispetto al regime fiscale australiano applicabile alla precedente residenza
- Struttura di fatturazione conforme sia ai requisiti del visto (committenti prevalentemente esteri) sia alla normativa fiscale italiana
- Copertura assicurativa sanitaria globale attiva senza interruzioni rispetto alla cessazione di Medicare
- Base operativa a Firenze pienamente funzionante, con fuso orario che consente la gestione dei clienti australiani nelle ore serali e dei clienti singaporiani nelle ore pomeridiane
Il cliente ha potuto trasferire la propria vita professionale e personale a Firenze mantenendo intatto il portafoglio clienti e beneficiando di un carico fiscale ottimizzato e di una posizione migratoria regolare e rinnovabile.
Cosa ci dicono i clienti in operazioni analoghe
“Lavorare da remoto per clienti internazionali ti fa credere che trasferirti sia solo questione di prendere un volo e aprire il laptop in un altro Paese. In realtà, quando ho iniziato a informarmi, mi sono reso conto che rischiavo di pagare le tasse in Australia e in Italia contemporaneamente, che il visto per nomadi digitali aveva requisiti specifici sulla documentazione del reddito, e che la mia copertura Medicare non era utilizzabile per la copertura sanitaria in Italia. Lo Studio ha messo in ordine ogni pezzo: dalla chiusura della mia posizione fiscale a Melbourne all’apertura della partita IVA a Firenze, passando per il visto e l’assicurazione. Oggi lavoro dal mio appartamento in Oltrarno, pago meno tasse di prima e ho una situazione completamente in regola.”
Team ItalyVisaInvestments.com
Operazioni di questa complessità vengono gestite in modalità coordinata dai dipartimenti dello Studio, garantendo una regia unica su tutti gli aspetti dell’intervento:
- Dipartimento Immigrazione, per l’iter del visto per nomadi digitali, il coordinamento consolare e la gestione del permesso di soggiorno presso la Questura
- Consulenza fiscale internazionale, per la pianificazione cross-border Italia-Australia-Singapore, la cessazione della residenza fiscale australiana, l’accesso al regime forfettario e la strutturazione della fatturazione
- Team operativo Relocation, per la ricerca dell’alloggio, gli adempimenti anagrafici, l’apertura della partita IVA e il supporto logistico all’insediamento
La direzione del progetto viene affidata a un unico referente, responsabile del coordinamento tra tutti i professionisti coinvolti e dell’aggiornamento costante del cliente su tempistiche e stato di avanzamento.
Hai una situazione simile?
Se sei un professionista che lavora da remoto per clienti internazionali e stai valutando il trasferimento in Italia con il visto per nomadi digitali, è fondamentale affidarsi a un team che sappia:
- gestire l’intero iter del visto per nomadi digitali, dalla documentazione reddituale al coordinamento consolare e con la Questura
- pianificare la cessazione della residenza fiscale nel Paese di provenienza, evitando la doppia imposizione
- strutturare la posizione fiscale italiana nel regime più vantaggioso, con piena conformità ai requisiti del visto
- individuare la copertura assicurativa sanitaria globale conforme alla normativa, senza interruzioni nella protezione
- gestire l’insediamento operativo completo, dall’alloggio alla partita IVA, dalle utenze alla residenza anagrafica
Il nostro Studio assiste professionisti internazionali nel trasferimento in Italia tramite il visto per nomadi digitali, con competenza specifica su fiscalità cross-border, immigrazione e insediamento operativo. Un unico punto di riferimento per ogni fase dell’operazione.
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